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La O2 Arena di Londra è pronta ad accogliere le Atp World Tour Finals. Dal 9 novembre i migliori otto tennisti al mondo si sfideranno nel torneo che in pratica chiude la stagione. Dal lotto dei migliori, manca uno dei pezzi più pregiati e che avrebbe conquistato sul campo la qualificazione. Non ci sarà Rafa Nadal, ancora terzo in classifica nonostante i problemi che lo hanno portato al forfait di Londra (deve operarsi).

Resta alto il livello che garantisce la presenza dei vincitori degli altri slam stagionali (Djokovic, Wawrinka e Cilic). Il serbo viaggia da favorito, forte del successo a Parigi (20esimo masters 1000 vinto), della vittoria numero 600 in carriera che per quest’anno gli garantisce al 99% il numero 1 del ranking. Ci sarebbe da accontentarsi ma Nole, lo conosciamo, proverà a portare a casa il più possibile. Vincere a Londra per la terza volta consecutiva (la quarta con quella del 2008) lo porterebbe a eguagliare un record che al momento condividono Nastase (dal 71 al 73) e Lendl (dall’85 all’87).

Il primatista assoluto è sempre lui, Roger Federer. Sei successi totali frutto di tre doppiette potrebbero non accontentarlo dato il momento di buona forma e la stagione che lo ha visto tornare competitivo e ai vertici. I fari delle finali sono loro, Nole e Roger che ovviamente iniziano la loro corsa al titolo da gironi differenti.  Quella del serbo sembrerebbe una formalità: Berdych è reduce dalla semifinale di Parigi ma i precedenti fra i due parlano chiaro (16 a 2). Discorso analogo per Cilic che con Djokovic ha sempre perso (10 a 0); infine Wawrinka, che ha battuto Djokovic ai quarti degli Australian Open poi vinti è reduce da un eclissamento e difficilmente sarà un candidato ad andare avanti.

Il gruppo B, quello di Federer, è destinato ad offrire incontri più equilibrati, almeno sulla carta. Re Roger è in forma, ha uno score di 44-11 al masters dove solo una volta su 12 partecipazioni non ha raggiunto la semifinale ma deve temere la rincorsa di Andy Murray. In grande spolvero a Valencia, lo scozzese sarà l’idolo di casa e forse non avendo troppa responsabilità addosso potrà dare un senso a una stagione altalenante conquistando per la prima volta una finale.

Nishikori è già entrato nella storia perché è il primo singolarista asiatico competere ai Barclays ATP World Tour Finals. A Parigi è sembrato un po’ compassato, quasi stanco dopo una stagione a mille allora e con uno score di 52 -12 e 4 titoli potrebbe essere già appagato ma rimane un lottatore. Milos Raonic, finalista a Parigi, è il più giovane degli otto contendenti e potrà essere l’incognita. Federer ha perso con lui ai quarti di Parigi per la prima volta e lo svizzero dovrà temerlo. Calcoli e statistiche a parte tutti attendono una finale Federer-Djokovic. I due, a livello di rendimento, sono stati molto vicini quest’anno. Djokovic ha fatto registrare 57 vittorie e 8 sconfitte ma ha portato a casa il Roland Garros.

Niente Slam per Roger che però, a dispetto dei suoi 33 anni ha giocato e vinto tantissimi match (68-11) ma a Londra, anche se lontano dai verdi prati di Wimbledon, vorrebbe regalarsi la settima meraviglia anche nelle finali.