“Ho pagato 50 mila euro e sono peggiorato”. Nicola Manduco, 54 anni, di Rivalta di Torino, affetto da sindrome cerebrale provocata dal citomegalovirus, è tra gli ex pazienti trattati col metodo Stamina che hanno formulato la richiesta di costituzione a parte civile. Questa mattina infatti si è aperta a Torino l’udienza preliminare davanti al gup Giorgio Potito per 13 imputati, tra cui il patron della Stamina Foundation Davide Vannoni, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, esercizio abusivo della professione medica e violazione delle norme sulla privacy. “Ho fatto due infusioni a Trieste nel 2009 – ha raccontato Manduco, assistito dall’avvocato Paola Rubeo – ma mi facevano solo stare male e quindi mi sono fermato. In realtà avevo già pagato per cinque infusioni, ma visto il peggioramento decisi di bloccarle. L’avevo fatto perché Vannoni mi aveva fatto vedere un video di un ballerino russo che prima era malato e poi ballava“. L’udienza preliminare si è chiusa con 30 richieste di costituzione a parte civile, sulle circa cento persone offese individuate dalla Procura. Hanno chiesto di costituirsi gli Spedali Civili di Brescia, la Regione Lombardia, l’Ordine dei medici di Torino, Medicina democratica, alcune associazioni di consumatori. 

“Se si andrà a dibattimento, porteremo in aula tutti i pazienti che hanno tratto beneficio dalle cure di Vannoni e che sono centinaia” ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Davide Vannoni, al termine dell’udienza preliminare del processo Stamina. “Dagli atti della procura – ha aggiunto – risultano 114 pazienti, ma soltanto pochi di essi oggi hanno chiesto di costituirsi contro il nostro assistito. Chiederemo inoltre di produrre tutte le ordinanze dei tribunali che hanno imposto le cure e chiederemo di citare tutti i giudici, ne porteremo in aula oltre 200”. Secondo l’altro legale di Vannoni, l’avvocato Pasquale Scrivo, “siamo di fronte a un unicum in Italia perché non è mai stata ricercata una prova negativa in questa inchiesta. C’è una voragine nel processo: nessuno ha mai verificato se ci furono benefici nei pazienti, che furono effettivi. Perché non è stato assegnato ai consulenti di parte uno studio scientifico?”.

Prima dell’udienza il pm Raffaele Guariniello ha depositato due faldoni contenenti un supplemento di indagine svolto dai carabinieri del Nas di Torino dopo la richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati. Vi sono compresi nuove dichiarazioni di indagati che si sono presentati spontaneamente in procura e altri atti. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 15 novembre. Il pm Raffaele Guariniello ha annunciato che parlerà il 7 gennaio.