Piadina Romagnola e Salama da sugo si aggiungono alla lunga lista delle produzioni agroalimentari a qualità certificata per l’Emilia Romagna. Quelle iniziali maiuscole stanno a significare la promozione delle due specialità, rinonosciute Igp (Indicazione geografica protetta) sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Da oggi sono in tutto 41: una cifra che fa della regione la capolista non solo in Italia ma anche a livello europeo.

Piadina e salama vanno ad affiancare l’aceto balsamico tradizionale, l’asparago verde, la ciliegia di Vignola, il formaggio di Fossa. E poi coppa, cotechino, zampone, ancetta, senza dimenticare Parmigiano, mortadella, prosciutto, pere e pesche nettarine. Vale la pena dare una lettura all’elenco completo e dettagliato  per ricordarsi quanto ricca sia a livello di prelibatezze culinarie, oltre che di bellezze naturali e artistiche, l’Emilia Romagna.

Ed eccoci alle caratteristiche delle ultime arrivate della già popolata famiglia di prodotti Dop e Igp del territorio. Per la Piadina Romagnola Igp, uno dei simboli per eccellenza della Romagna, il disciplinare di produzione oggi riconosciuto dall’Unione europea differenzia le diverse tipologie, con un’etichettatura specifica per quella alla riminese, più sottile e larga. Ulteriore riconoscibilità, inoltre, alla piadina romagnola ottenuta con processi per la maggior parte manuali. Gli ingredienti per tutte le tipologie rimangono gli stessi: farina, acqua, sale, grassi e lievito. Banditi, chiaramente, i conservanti. L’area di produzione corrisponde al territorio delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e, in parte, di Bologna.

Tipica del ferrarese è invece la Salama da sugo, un salume dalla singolare forma “a melone” suddiviso in sei o otto spicchi e “strozzato” al centro, insaccato nella vescica del maiale. L’impasto è composto da carni suine stagionate e aromatizzate. Acquistando il prodotto crudo si può cucinare in casa. Oppure, si compra già pronta da consumare. Particolari l’odore e il gusto, legati non solo ad aromi e spezie ma anche al vino che, non evaporando del tutto, conferisce alla Salama la caratteristica di trasudare il suo “sugo” durante la cottura. La zona di lavorazione, condizionamento e confezionamento è, in questo caso, la provincia di Ferrara, quasi interamente.

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