Un bel respiro profondo e sotto con i novanta minuti più importanti della stagione. Siamo solo al 4 novembre ma la Juventus è già con l’acqua alla gola in campo europeo. Quando vennero sorteggiati i gironi anche a qualche dirigente bianconero scappò un troppo frettoloso giudizio sulla presunta semplicità nel passare il turno. La smentita è arrivata dal campo e Allegri si gioca un pezzo di stagione in 90 minuti contro l’Olympiakos. Non si possono fare calcoli e non sarebbe, in ogni caso, un discorso da Juventus. Men che meno se oltre all’Atletico Madrid l’urna morbida ha consegnato i greci e il Malmoe. Eppure i bianconeri sono riusciti a complicarsi i piani e ora la strada è tortuosa. Fondamentale la curva che affronteranno stasera in casa per non ridurre a un’agonia il passaggio del turno.

Sarebbe un obiettivo da minimo sindacale ma in questo momento assume contorni ben più importanti. Perché già lo scorso anno, nel fango di Istanbul, il cordone ombelicale con l’Europa venne reciso troppo in fretta e la Juventus si scoprì acerba e lontana dalle grandi del continente, molto di più che l’anno precedente quando il Bayern la cacciò fuori dalla Champions con una doppia lezione senz’appello nei quarti. La partita da dentro o fuori arriva dopo una domenica sorridente per il nuovo +3 sulla Roma ma poco soddisfacente sotto il profilo del gioco. Il 2-0 di Empoli racconta dello strapotere juventino in termini di qualità quando l’erba è quella italiana, ma in Europa non basta. Servono gioco, freschezza e velocità. Un’idea di cosa e dove andare, soprattutto. E farlo con sfrontatezza. Cosa che alla banda di Allegri finora è riuscito poco quanto niente.

La sofferta vittoria casalinga all’esordio nonostante la tenerezza del Malmoe, la sconfitta con Atletico Madrid e il pianto greco di due settimane fa certificano la necessità di fare un salto di qualità. Ora o mai più. Allegri si aggrappa a Tevez, pronto a graffiare ancora dopo aver rotto il digiuno nelle notti di Champions, e alla consueta truppa di fedelissimi. Ed è costretto a rimodulare i suoi perché in difesa l’emergenza è aperta. Fuori Caceres, Barzagli e Ogbonna, il tecnico passa a quattro e a centrocampo sceglie il rombo con Vidal alle spalle dell’Apache e di Morata. C’è Pirlo, chiamato a chiudere definitivamente un mese nero e dare sostanza a una squadra in cerca di piedi e leadership a cui aggrapparsi.

Due mesi fa, in un fantomatico gioco d’ipotesi, la situazione della Juventus si pensava ci sarebbe stata della Roma. Il passaggio del turno per i giallorossi è invece assai meno delicato, anche se la trasferta all’Allianz Arena (mercoledì, 20.45) diventa uno snodo importante anche per la squadra di Garcia. Seconda in un girone di ferro, più che una vittoria salvavita cerca una prestazione convincente scaccia-fantasmi. Spiriti che proprio il Bayern Monaco ha contribuito a far apparire all’orizzonte con il micidiale 7-1 piazzato all’Olimpico. Da quel momento la Roma ha un po’ balbettato anche in campionato, pareggiando a Genova contro la Sampdoria e perdendo a Napoli. E smarrendo quell’effervescenza che ne aveva caratterizzato la prima parte di stagione a causa anche di un’infermeria piena. Il lungo infortunio di Strootman, gli acciacchi di Maicon e Astori, gli stop di Iturbe e ora anche di Torosidis hanno costretto alcuni giocatori chiave come Nainggolan e Pjanic agli straordinari. I chilometri nelle gambe iniziano a sentirsi e l’usura è un problema serio per una squadra che pratica gioco ad alto ritmo come la Roma.

I punti immagazzinati e il pareggio tra Cska e Manchester City rendono meno problematica la situazione, tuttavia a Trigoria si avverte il desiderio di autoconvincersi che nulla è cambiato. Non poteva esserci avversario migliore per testare la propria personalità. Se la Roma è sveglia lo capiremo domani. Oggi è tempo di comprendere se il letargo europeo della Juventus può dirsi concluso. Qualche giorno fa Buffon ha parlato di “obiettivo quarti”. Possibile. A patto di svegliarsi e mettersi in marcia adesso. Serve ai bianconeri e al calcio italiano. Non c’è più tempo.

Twitter @AndreaTundo1