Non si placano le polemiche per il recente annullamento del test d’ingresso alla specializzazione in medicina, tenutosi dal 28 al 31 ottobre. Molti degli aspiranti specializzandi si riuniranno il 5 novembre, alle 10, davanti la sede del ministero dell’Istruzione per manifestare contro la negligenza dei responsabili che ha provocato la cancellazione dei risultati dell’ultima prova. Il consorzio che si occupa dell’esame d’ammissione (Cineca) ha ammesso di aver invertito i test per l’area Medicina (del 29 ottobre) con quelli per i Servizi Clinici (31 ottobre). Pubblichiamo la lettera inviata alla redazione de ilfattoquotidiano.it da Giulia Listanti, una dei ragazzi che hanno sostenuto la prova.

Gentile Direttore,

sono Giulia Listanti, anzi la Dott.ssa Giulia Listanti (perché sono un medico e non più uno studente, come invece è stato detto in qualche servizio di telegiornale). Ho 26 anni (sono nata nel 1988) e mi sono laureata con lode in Medicina e Chirurgia nell’ottobre 2013, esattamente un anno fa. E’ un anno quindi che attendo di poter sostenere il concorso per l’ingresso in scuola di specializzazione e non sono nemmeno tra i più sfortunati, perché i miei colleghi laureati nella sessione estiva dello stesso anno aspettano da più tempo ancora. Finalmente dal 28 al 31 ottobre scorsi si è svolto il primo Concorso Nazionale per le Scuole di Specializzazione in Medicina.
Sono sempre stata favorevole al concorso nazionale. Ho sempre avuto l’onestà intellettuale di ammettere che, se in tutt’Italia ci sono medici più preparati di me, è giusto che siano loro ad entrare in scuola di specializzazione e non io. Ho sempre voluto interrompere il sistema clientelare diffuso capillarmente nell’ambiente medico universitario, tale per cui ogni anno sono i professori a decidere di chi saranno i posti in specializzazione e allo studente non rimane che “mettersi in coda e attendere il suo turno”. Nel corso dei miei studi e in quest’anno d’esercizio della professione ho imparato che essa, come tutte le altre, si fonda su competenza, serietà e rispetto. E proprio la competenza, la serietà e il rispetto nei confronti delle circa 12.000 persone partecipanti sono venuti a mancare nell’organizzazione di questo concorso.

Inizialmente, l’incertezza era sulla data di svolgimento, che, come ho già ricordato, è stata rimandata dall’estate al mese appena trascorso. Successivamente, la comunicazione relativamente alla sede in cui ciascun candidato avrebbe sostenuto i test è arrivata con ritardo rispetto alla data pubblicata sul bando (il 20 ottobre e in alcune Regioni anche successivamente, anziché il 6 ottobre). Poi la denuncia, anche se solo tramite social-network, di irregolarità commesse e lassità dei controlli in molte sedi. Infine ieri, 1 Novembre 2014, il Miur ha pubblicato il Comunicato Stampa “Specializzazioni mediche, rilevato errore Cineca: invertite le prove del 29 e 31 ottobre Il 7 novembre ripetizione dei 30 quiz ‘generalisti’ dell’Area Medica e dei Servizi Clinici”.

Con questo testo, il ministero dell’Istruzione rende noto che ci sarebbe stato un errore da parte del Cineca nell’invio delle prove specifiche di Area dei giorni 29 e 31 ottobre e che conseguentemente si procederà all’annullamento delle stesse e alla loro ripetizione in data 7 novembre pv. Di fronte a quest’ultimo avvenimento vorrei esprimere tutto lo sdegno e la rabbia di chi invece sogna di essere un buon medico, non si è spaventato di fronte al numero di anni di formazione, all’impegno e alle responsabilità che l’esercizio di questa professione richiede, e ogni giorno studia o si adopera per cercare di migliorare la salute delle altre persone. Giovani medici aspiranti specializzandi che in questi giorni stanno subendo gravi danni morali e materiali a causa della negligenza di chi alla gestione e alla vigilanza di questo concorso era addetto. Invertire due sacche di sangue nel corso di un’emotrasfusione e somministrarle a pazienti con gruppo sanguigno non compatibile può voler dire provocare la morte del paziente. Somministrare a un paziente un farmaco al posto di un altro può voler dire scatenare gravi reazioni avverse o peggiorare la sua malattia di base. Invertire due referti diagnostici può voler dire ritardare un trattamento vitale per una persona e sottomettere un’altra a terapie e angosce inutili. Compiere errori simili è inammissibile nella professione medica e dovrebbe essere inammissibile compiere errori paragonabili in qualsiasi altra professione. Chiedo quindi che il Ministro e coloro che, dal MIUR e dal Cineca, hanno gestito l’organizzazione del concorso ammettano le proprie responsabilità. Chiedo anche che vengano presi gli adeguati provvedimenti. Chiedo infine che l’attenzione dell’opinione pubblica su questo tema sia mantenuta alta, perché vorrei ricordare a tutti che si tratta di un concorso atto a selezionare la futura classe medica, i dottori ai quali ciascun cittadino malato dovrà in futuro rivolgersi e dai quali pretenderà di essere curato nel migliore dei modi.

E se in quell’occasione quel medico sbagliasse le terapie di cui avete bisogno?

Grazie dell’attenzione,

La saluto cordialmente

Dott.ssa Giulia Listanti