Mattinata di mobilitazione davanti alla sede del ministero dell’Istruzione a Roma, dove una rappresentanza dei dodici mila medici coinvolti nel concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione, si è data appuntamento per protestare contro la decisioni del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, di annullare parte delle prove sostenute dai medici candidati per farle ripeterle il prossimo 7 novembre. “No all’annullamento delle prove, no alla ripetizione di parte del concorso. Chiediamo come risarcimento danni che – spiegano al microfono de ilfattoquotidiano.it – tutti i partecipanti vengano ammessi alle scuole di specializzazione”. Tra dubbi e scetticismo, i medici italiani sfogano la loro rabbia e frustrazione: “Studiamo da tutta una vita e il ministro non può scaricare le colpe sul Cineca (il Consorzio universitario che ha preparato il test di ingresso alle specializzazioni di Medicina). “Forse – accusa un medico – qualcuno che doveva rientrare è rimasto fregato. Non si capisce perché l’annullamento della prova non sia avvenuta subito”. Durante l’assemblea organizzata sui social network, vista l’assenza del ministro Giannini, una delegazione è stata ricevuta dal vicecapo di gabinetto del ministro senza fornire, però, risposte certe. “Ad ora – precisa un medico – il decreto annunciato dalla Giannini per indire i nuovi test non è stato ancora firmato. Così ci rovinano la vita”  di Manolo Lanaro