La parola spending review non vogliono nemmeno sentirla nominare, almeno per quanto riguarda i loro stipendi. E sarà forse per esorcizzare l’epoca grigia dei tagli e delle vacche magre che il consiglio comunale di Trapani ha varato l’aumento del gettone di presenza: non una mancia supplementare, ma il 30 per cento in più nello stipendio percepito ogni mese dai 30 consiglieri. Un aumento che porterà 21 euro in più ad ogni seduta nelle tasche di ogni consigliere comunale, dato che il gettone di presenza è stato aumentato da 66 a 87 euro. Tra sedute del consiglio e quelle delle commissioni, dunque, ogni consigliere arriverà a guadagnare fino ad un massimo di 1.740 euro al mese, mentre dal 2015 il bilancio della città dovrà privarsi di altri 166.320 euro per garantire lo stipendio ai suoi amministratori: stipendio che in totale costerà ai trapanesi più di mezzo milione di euro all’anno, per la precisione 587.664 euro ogni dodici mesi.

E se da una parte gli esangui conti del Comune siciliano hanno imposto un taglio del 20 per cento nelle assistenze domiciliari per gli anziani non autosufficienti, dall’altra i consiglieri hanno potuto aumentarsi la paga mensile in maniera assolutamente legittima: la norma prevede infatti che ogni membro del consiglio guadagni al massimo il 30 per cento dello stipendio del sindaco. A Trapani il primo cittadino dovrebbe guadagnare 6mila euro lordi: con 20 sedute al mese dunque il massimale per ogni consigliere è garantito. Solo che il sindaco di Trapani Vito Damiano aveva deciso di tagliare il proprio stipendio e quello della giunta del 30 per cento, percependo quindi 4mila euro lordi: i consiglieri comunali, però, hanno fatto finta di nulla, agganciando i propri emolumenti alla cifra che il primo cittadino dovrebbe guadagnare sulla carta. “In sintesi – protesta il sindaco Damiano su un sito d’informazione locale – io, sindaco pro tempore, ho diminuito del 30% la mia indennità, che è, quindi, al netto, di 2.261 euro, e così pure la giunta, chiedendo ai consiglieri di fare altrettanto con i propri gettoni di presenza. I consiglieri hanno, invece, deciso, a maggioranza, di fare riferimento all’indennità massima del sindaco, quindi, di aumentare le proprie spettanze”.

“Trapani – commenta invece Sabrina Rocca, già candidata sindaco del centrosinistra e vicepresidente dell’associazione Trapani Cambia – sta vivendo una crisi economica senza precedenti e il Comune sta subendo la politica dei tagli come tutti i Comuni d’Italia. Una delibera, quella del consiglio, che seppure legittima appare uno schiaffo ai sacrifici e alle rinunce che la cittadinanza subisce anche a causa delle minori risorse disponibili per i servizi sociali”. Oltre all’aumento dello stipendio dei consiglieri, il Comune è obbligato per legge a rimborsare il datore di lavoro del consigliere comunale che si assenta per motivi legati all’attività amministrativa: una vera e propria beffa, se si pensa che Trapani, così come altre decine di amministrazioni, è alle prese con tagli feroci per far quadrare i conti ogni anno. Conti ai quali dovrà sommare i 166mila euro per pagare la mancia supplementare che il consiglio comunale ha deciso di auto riconoscersi.