Che l’idea del nome sia nata dal film 48 Ore di Walter Hill con Nick Nolte ed Eddie Murphy nessuno lo sa; fatto sta che la gara “48 Hour Film Project” torna per la sua ottava edizione di Roma con il kickoff per girare cortometraggi alle 18.30 del 7 novembre 2014 e il “dropoff”, quarantotto ore dopo, alla stessa ora del 9 novembre. Il contest “48th Hour Film Project” venne ideato da Mark Ruppert e Liza Langston a Washington nel 2001 e consistette fin da subito nella realizzazione, appunto, in 48 ore filate, di un corto con rigorose indicazioni di un genere da seguire, un oggetto di scena da inserire nel girato e una battuta di dialogo tassativa da mescolare al resto dello script: il tutto per le decine, anzi centinaia di troupe pronte a scoprire il loro destino realizzativo solo al momento del via. “Nel tempo ci sono state mille imitazioni, c’è chi ha inventato le 24 ore e chi le 50 ore, ma l’originale è solo il nostro”, spiega al fattoquotidiano.it, la producer della tappa di Roma, Tania Innamorati, “Per ora sono iscritte una sessantina di squadre e ci attendiamo che ne arrivino molte altre. Due anni fa Rai5 ha creato una miniserie girata in Italia coinvolgendo i filmmaker in gara”.

Rigorose indicazioni di un genere da seguire, un oggetto di scena da inserire nel girato e una battuta di dialogo tassativa da mescolare al resto dello script

Le regole sono poche e semplici, identiche per ognuna delle 140 città sparse per il mondo – dalle oltre 60 negli Stati Uniti, la trentina di europee e le nuove tappe africane e asiatiche di Ho Chi Minh City e Gaborone – che seguono pedissequamente il format originario: “Poco prima del via ogni squadra estrae il “genere” – western, musical, commedia, horror, ecc… – in cui si dovrà cimentare: se non si è soddisfatti si può subito pescare la white card del sottogenere come il buddy movie, la serie tv, il viaggio dell’eroe…successivamente è il turno dei particolari che tutti devono usare: un personaggio – l’anno scorso era Antonio De Angelis, infermiere; un oggetto che rimane nella linea narrata – sempre nel 2013 una racchetta da tennis; una battuta nella linea di dialogo – “Forse non hai capito chi sono”. Poi rimanendo al massimo in sette minuti di versione definitiva si cerca di vincere e guadagnarsi la finale mondiale delle 48 ore che nel 2015 sarà New Orleans, dove gareggeranno tutti i video vincitori per i 5mila dollari di premio e una proiezione al festival di Cannes”.

Tra i giurati dell’edizione di Roma 2014 ci saranno Daniele Ciprì e Ian Anderson dei Jethro Tull

I partecipanti spesso formano piccole troupe con ruoli predefiniti e nei due giorni a disposizione lavorano in modo indefesso, chi ci sa fare ce la fa, chi non è capace mostra subito la corda: “I talenti si individuano immediatamente”, racconta Innamorati, “nel 2013 vinse il corto “La Bouillabaisse” (guarda il video) scritto da Alessio Lauria, in questi giorni sul set come regista del lungometraggio Monitor che ha per protagonisti Michele Alhaique, Valeria Bilello, Riccardo De Filippis e Claudio Gioé”. Diversi i concorrenti di pregio, ma parecchie “almeno il 60%” le opere inguardabili: “Non voglio esagerare, non è giusto, apprezzo chi ha coraggio e si mette in gioco. Questi lavori io li chiamo esperimenti”. Tra i giurati dell’edizione di Roma 2014 ci saranno Daniele Ciprì e Ian Anderson dei Jethro Tull che premierà la miglior colonna sonora: “Il cinema italiano purtroppo non è più un’industria, e questo non consente la crescita dei talenti una volta individuati”, chiosa la producer romana che assieme all’associazione culturale tutta al femminile Le Bestevem organizzata la 48 Hour Film Project, “speriamo almeno che si iscrivano più ragazze registe, negli anni la percentuale è scesa fino all’anno scorso con il 10%”.

Qui il link 48 Hour Film Project