Sarà che l’Expo di Milano – inchieste a parte – è sempre più vicino e che il tema generale sarà l’alimentazione del pianeta nel prossimo futuro. Sarà che le tecniche agricole si sposano sempre più con l’hi-tech e che l’Italia resta la patria del buon cibo. Insomma, i motivi non mancano per sottolineare come il Cibus Tec Food Pack – una delle più antiche fiere di settore del mondo – inaugurato il 28 ottobre sia una kermesse rimbalzata improvvisamente sotto la luce dei riflettori di mezzo mondo.

Sono infatti mille gli espositori della fiera di Parma, provenienti da 30 paesi, che attendono 30mila visitatori alla 50esima edizione del Cibus Tec Food Pack, inaugurata alla presenza del vice ministro per le Politiche Agricole Andrea Olivero: “Il tema proposto da questa fiera pone la grande sfida per il futuro dell’agroalimentare: garantire cibo in quantità sufficiente, di qualità e salubre. In questo scenario, la via italiana deve avere la capacità di creare e mantenere un sistema che integra in modo intelligente le risorse disponibili, l’innovazione, le differenze territoriali e la competitività delle imprese. Serve dunque investire di più nella ricerca e nella tecnologia. Le macchine che vediamo esposte a Parma sono fondamentali per la qualità, la salubrità e la conservazione del cibo”.

Quindi non solo consumo, ma soprattutto conservazione degli alimenti. La fiera di Parma infatti si caratterizza per le tecnologie di produzione e la lavorazione del cibo fino al confezionamento che interessa soprattutto ai mercati esteri. “Se parliamo di packaging, l’80% dei 6 miliardi di fatturato del comparto provengono dall’export – ha dichiarato il Presidente di Ucima, Giuseppe Lesce – sin dalla sua nascita abbiamo creduto fermamente nel progetto Food Pack, che rappresenta il primo importante tassello di una nuova strategia fieristica che la nostra Associazione ha avviato due anni fa e che si sta concretizzando nel rafforzamento delle manifestazioni italiane specializzate del nostro settore”.

E in questo campo, l’innovazione è tutto. Un esempio? “La Filiera intelligente”, un progetto che verrà presentato a Expo2015 sviluppato dai Giovani di Confagricoltura e Federalimentare, e CNR per la divulgazione della ricerca sia in ambito agricolo che agroalimentare. Nell’ambito di questa iniziativa, nella kermesse parmense, sono stati esaminati i possibili usi dei packaging alimentari in Materi-Bi®, la bioplastica biodegradabile e compostabile; le bioplastiche nel packaging dei prodotti agroalimentari; i nuovi plastomeri , esempio di innovazione di prodotto per il confezionamento alimentare; i processi produttivi di piatti pronti dalle materie prime alla conservazione in atmosfera modificata. Soluzioni diverse ma con un unico scopo: rendere il cibo un bene duraturo. Un po’ come facevano gli Antichi Romani con l’uso del sale: tanto prezioso che gli stessi soldati erano pagati con una candida manciata granulosa, il “salario”.

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