C’era un tempo, non troppo lontano, in cui le squadre italiane dei due sport più diffusi, calcio e pallacanestro dettavano legge in Europa. Se guardiamo alle principali competizioni per club nelle rispettive discipline, ci basterà considerare Champions ed Europa League per il calcio, Eurolega ed Eurocup per il basket. Nell’uno e nell’altro sport le squadre italiane hanno attraversato periodi esaltanti per numero di successi, quasi un dominio nel calcio degli anni ’90 che somiglia a quello degli anni ’70 e ’80 della pallacanestro.

In Champions League/Coppa Campioni, partendo dal successo del Milan di Sacchi del 1989 contiamo 4 successi (ancora il Milan nel ’90 e nel ’94 e la Juventus del ’96) corredati però da 9 finali di cui 7 consecutive. Più o meno nello stesso arco di tempo facevamo incetta di trofei in quella che era la Coppa Uefa (Inter 3 volte, Parma 2, Juventus e Napoli). Ci facevamo rispettare anche in Coppa delle Coppe (scomparsa nel 1999) dove saremo per sempre il secondo paese più vincente con 7 edizioni conquistate (ci precede solo l’Inghilterra con 8) oltre che i primi e gli ultimi ad averla vinta (Fiorentina 1961 e Lazio appunto nel ’99).

Prestigio indiscutibile se continuiamo a dare i numeri dell’albo d’oro: in Champions siamo secondi solo alla Spagna che ha 14 titoli, due in più dei nostri. Siamo ancora il paese che ha disputato più finali, 26 in totale compresa l’ultima che coincide con la vittoria dell’Inter nel lontano 2010. Sono poco più di quattro anni, è vero, ma quello nerazzurro fu un sussulto, quasi un miracolo compiuto poco prima che la competitività del calcio italiano fosse relegata alla seconda fascia. Se in Europa League siamo ancora in testa con 9 successi, di contro dobbiamo andare al secolo scorso per trovare l’ultima finale con un’italiana in campo. Era il 1999 e il Parma giocava e vinceva la sua coppa a Mosca con 3 a 0 inflitto al Marsiglia. Se a questi dati sconfortanti aggiungiamo una tendenza al ribasso nella classifica Uefa per club che ritaglia i posti riservati a noi in Champions e anche le ultime liste di giocatori che ambiscono al Pallone d’oro (solo Pogba rappresenta il nostro campionato su 23 calciatori indicati) relegano la Serie A ai confini d’Europa.

Se il calcio piange, il basket non ride. Prima di analizzare un presente avaro di gioie, sarà utile e piacevole tornare al dominio della pallacanestro Varese nel decennio 70/80 dell’allora Coppa Campioni, cinque successi e 10 finali consecutive. Il decennio successivo mantenne un livello altissimo per le nostre squadre, che vinsero ancora 5 coppe suddivise fra Cantù, Milano e Roma. Con Bologna restammo ai vertici fino al nuovo millennio, ma l’ultima apparizione in finale fu quella della Fortitudo nel 2004. Anche in Eurolega siamo ancora primi per numero di titoli totali, 13 contro gli 11 degli spagnoli e i nove dei greci poi le rampanti Russia e Israele con 6.

L’Eurocup esiste dal 2003 ed è andata a sostituire due storiche coppe internazionali che le squadre italiane hanno stravinto in passato. Coppa Saporta e Coppa Korac non esistono più dal 2002 e mentre in entrambe comandiamo l’albo d’oro rispettivamente con 15 e 10 successi, nella nuova formula chiamata Eurocup non esistiamo affatto perché non siamo mai arrivati in finale. La nuova stagione delle massime competizioni, nel calcio con Juve e Roma, nel basket con Milano e Sassari ci ha riservato solo amarezze anche se la speranza di qualificazione rimane per tutte. Sapremo presto se per sorridere e tifare converrà voltarsi indietro e guardare a un glorioso passato, sempre più lontano.