“Se chiude Terni i prezzi dell’acciaio aumenteranno in Italia del 20%”. Lo dichiara la deputata di Scelta Civica e segretario della commissione Politiche Ue, Adriana Galgano, alla Camera. “Thyssen in Germania ha accettato i contratti solidarietà a Bochum e si impegnata a non licenziare nessuno, questo Thyssen lo ha rifiutato come piano in Italia. Inoltre Thyssen in Germania ha trovato una banca per gli impianti di Duisburg, a Duisburg in presenza di un’azienda decotta c’è una banca che concede un fondo di 200 milioni di euro, quando in Italia non si troverebbe mai una banca a finanziarlo e il governo non potrebbe intervenire perché sarebbe considerato aiuto di Stato. Guardiamo in faccia la realtà: la Germania ha una strategia industriale e le banche che realizzano la strategia industriale del governo e fa quello che le regole europee non consentono“. “Dobbiamo smetterla di far finta di non vedere che mentre le regole europee vietano aiuti di Stato, alle quali noi ci atteniamo scrupolosamente – afferma -, la Germania, attraverso il suo sistema bancario, realizza sistematicamente salvataggi di aziende strategiche”. “Non parliamo della Francia che a proposito ha una procedura di infrazione aperta dal 2006 alla quale la Commissione Europea, guarda caso, non da’ seguito. Noi chiediamo al governo di ridiscutere in Europa – continua Galgano – le regole per sostenere le aziende che considera strategiche per realizzare una politica industriale degna di questo nome, come Ast, e di ampliare le aree di intervento della Cassa Depositi Prestiti e del Fondo Strategico Italiano”. Poi conclude: “La prossima settimana chiederemo un incontro a Delrio per presentare la proposta della costituzione di public company ad azionariato diffuso e popolare per attivare il fondo strategico italiano a favore di Ast”