“Renzi vive di conflitti vincenti, per guadagnare consenso. Questo è un errore: è inutile creare tutti i giorni un conflitto, se non per salire nei consensi. Gli consiglierei di rafforzare i conflitti contro evasione e corruzione, anche perdendo consensi nella holding Nazareno. Gli consiglierei invece di attenuare il conflitto nei confronti dell’Europa, la narrativa di Renzi sull’Europa è semplicemente sbagliata”.

A sostenerlo è niente meno che Mario Monti che ha parlato davanti alle telecamere di Agorà sui Rai Tre. E se è indubbio il suo allineamento con Bruxelles, altrettanto non si può dire dell’operato del governo dei tecnici sul fronte dell’evasione fiscale dove si è distinto per i roboanti blitz come quello di Cortina, ma anche per l’avvio di una trattativa tuttora non conclusa con la Svizzera che secondo il suo esecutivo avrebbe invece dovuto chiudersi nel giro di poche settimane.

“L’Europa è il luogo di battaglie sulle idee e sulle decisioni. Renzi deve parlare meno e fare più battaglie. – ha aggiunto – è capitato di dover fare una cosa che mi faceva ribrezzo: ho dovuto usare il diritto di veto al Consiglio europeo, per dare una svolta alla politica europea, creando le premesse per le politiche della Banca centrale europea. I pregiudizi contro l’Italia non esistono, non è credibile questa storia”. E ancora: “L’eurocrate numero uno è Marco Butti, toscano di Pontassieve. Questo atteggiamento crea negli italiani la convinzione che la colpa è sempre o degli avversari o dell’arbitro. E se creiamo un’idea di un’Unione europea debole, davvero rischiamo una Germania dilagante”.

Quindi i punti d’incontro. “Renzi ha ragione nell’atteggiamento con i sindacati. Trenta anni fa si pensava in Italia che la sovranità risiedesse nella fabbrica. Rumor si dimise di fronte ad uno sciopero generale – ha detto Monti-. Renzi afferma una tesi che condivido: la capacità di fare leggi di interesse generale è di esclusiva competenza di governo e Parlamento . Per le questioni del mercato del lavoro, credo la trattativa principale debba essere tra sindacati e imprenditori, il governo deve solo favorire una soluzione. Quanto alla legge di Stabilità, è ancora materia tra governo e Parlamento”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio.