Un ministro della cultura che non legge libri è come un economista a cui non piacciono i numeri, ma Fleur Pellerin non sembra farsene un problema. Nella Francia considerata da sempre una delle capitali mondiali della letteratura, della pittura e dello spettacolo, il ministro della cultura dichiara “non leggo libri da due anni”. Troppo presa dagli “affari di lavoro”, tra note , lanci d’agenzia e testi di legge che le occupano tutto il tempo libero e le impediscono di dedicarsi alla lettura che, anche e soprattutto quella, è pur sempre parte del suo lavoro.

Poco importa, allora, se quest’anno il Premio Nobel per la Letteratura è andato proprio a un francese, Patrick Modiano, e il ministro, 42enne di origini sudcoreane ma cresciuta in Francia, non sappia nemmeno un titolo dei suoi libri. Ha pranzato con lui pochi giorni fa dichiarando che quello della premiazione rappresentava “un giorno felice per la letteratura francese. Mancava solo quest’ultima consacrazione a Patrick Modiano, che rappresenta agli occhi del mondo la vitalità e la buona salute della nostra letteratura”. Peccato che, quando le hanno chiesto quale libro dell’autore preferisse non ha saputo rispondere. Non ha detto “La Place de l’Etoile” o “Rue des boutiques obscures” e nemmeno il suo ultimo pubblicato “Pour que tu ne te perdes pas dans le quartier”. Semplicemente, non ha saputo rispondere.

Le dichiarazioni del ministro non sono passate inosservate e hanno scatenato le critiche degli intellettuali e rappresentanti della cultura d’oltralpe come il marocchino Tahar Ben Jelloun, che ha dichiarato quanto Pellerin gli “fa pena, un ministro della Cultura deve conoscere la letteratura, foss’anche solo per dovere politico. Non è possibile che non sappia citare un solo libro di Modiano. E’ vergognoso. Trovo tutto ciò è deplorevole ma d’altronde viviamo in un’epoca in cui la cultura è calpestata“. Le parola del ministro non sono passate inosservate anche alla popolazione che si è scatenata e divisa sui social network,  tra colpi di satira, accuse e persone che, invece, ne hanno apprezzato l’onestà. “Ammetto senza alcun problema che non ho tempo di leggere da due anni “, si è giustificato il ministro in un’intervista a Canal plus. Non se la prendano allora Proust, Baudelaire, Maupassant e anche Modiano: il ministro ha da lavorare.