Totò Riina è dispiaciuto di non poter partecipare domani all’interrogatorio di Napolitano. L’hanno lasciato fuori da tutto, non potrà partecipare nemmeno in videoconferenza. La trattativa? C’è stata e Riina è la vittima“. Sono le parole di Luca Cianferoni, avvocato difensore di Totò Riina, ai microfoni di “Un giorno da pecora”, su Radio Due. Il legale, che domani sarà al Quirinale per l’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia, puntualizza che quello a cui sarà sottoposto il Capo dello Stato non è un vero interrogatorio: “In realtà, domani farò un “esame” al presidente della Repubblica, per conto di Riina. Non posso chiaramente anticipare le domande che gli farò. Una sicura la farò sul progetto di attentato nei suoi confronti e di Spadolini, sarà l’argomento del giorno“. E aggiunge: “Le domande possono essere una, nessuna o centomila. Se la cosa prende una certa piega, l’esame può durare anche cinque o sei ore“. Riguardo alla mancata diretta tv dell’udienza al Colle, Cianferoni afferma: “Ero assolutamente d’accordo a una diretta televisiva, non si capisce perché il popolo italiano non dovrebbe essere presente in una situazione come questa. Credo che sia stata vietata perché si tratta di un simulacro, una forma vuota priva di significato. In un paese civile la stampa deve esser presente in casi come questo” di Gisella Ruccia

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