All’indomani della manifestazione di piazza San Giovanni, la Cgil rispedisce al mittente le accuse di essere nostalgica e antica. Boccia in poche parole gli argomenti del presidente del Consiglio a sostegno della riforma del lavoro, ma non chiude al dialogo con Cisl e Uil nel confronto con Palazzo Chigi: “Continueremo a discutere loro anche domani (lunedì 27 ottobre, ndr), in occasione dell’incontro con il governo”. Susanna Camusso, ospite al Salone del Gusto di Torino, replica a distanza a Matteo Renzi che dal palco della Leopolda, riferendosi al corteo del sindacato aveva detto: “Sarà bello capire se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o provare a cambiare il futuro“. Per farlo, però, Camusso non crede che la strada giusta sia quella del Jobs Act, sul quale il premier non è riuscito a convincere la Cgil. “Mi pare evidente – ha proseguito il segretario – che il presidente del Consiglio non abbia argomenti per contrastare le cose che abbiamo sostenuto ieri in termini di cambiamenti della delega del lavoro”.

“Mi pare – ha proseguito – che il presidente del Consiglio parli di cose di cui parla solo lui. Mi sembra che nessuno abbia discusso del posto fisso, che il tema del contratto a tempo indeterminato è un tema che hanno assolutamente presente loro, anche se non danno le soluzioni. Mi pare evidente – ha proseguito – se uno pensa che il contratto deve essere a tempo indeterminato, deve avere le rispettive tutele“. E ancora: ” “Mi pare che il governo Renzi abbia bisogno ogni giorno di affermare che i suoi principali ispiratori sono gli imprenditori“. Poi replica anche all’affondo di Renzi, che ha parlato dell’articolo 18 “come il gettone nell’iphone”. “Mi pare di essere assolutamente in grado di farci i selfie anche noi – scherza il segretario -, esattamente come il presidente del Consiglio. I selfie erano molto di moda anche ieri nel corteo, lo sappiamo anche usare le trasmissioni di satira. Non ci pare sia questo il problema, anzi ci pare che sia lui ad avere un problema”. Cioè quello di “non saper maneggiare la memoria come una cosa positiva anche per imparare rispetto al futuro“.

Camusso è tornata anche sulle parole del finanziere Davide Serra, che durante la kermesse fiorentina ha dichiarato che lo sciopero generale indetto dai sindacati avrebbe soltanto l’effetto di aumentare la disoccupazione. Ma l’abolizione dello sciopero, per la segretaria, è una via sostenuta da chi “circonda il presidente del consiglio”, ovvero “i finanzieri”. E attacca proprio loro, che dopo lo scoppio della crisi avrebbero dovuto cambiare le regole del mondo della finanza. “Credo che sarebbe bene – ha aggiunto – a proposito di cose antiche e nuove, ricordarsi che qualche tempo fa tutto il mondo aveva chiesto alla finanza nuove regole, che poi sono scomparse nel nulla. Una cosa molto moderna sarebbe porsi il tema delle nuove regole della finanza”. Sul tema dei finanzieri alla Leopolda è intervenuto anche il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che, ospite a Che tempo che fa? ha sottolineato come il Partito democratico abbia “le porte spalancate” e sia quindi disposto al dialogo. Boschi poi, sottolineando che “un sindacato dovrebbe occuparsi di lavoratori e non fare politica”, ha commentato anche il corteo di ieri, marcando la differenza con la kermesse toscana: “E’ stata una bella piazza quella di ieri – ha detto – ma ci sono stati toni che alla Leopolda non ci sono”.