“E’ comprensibile che in molti paesi, e per fortuna anche in Italia, si cominci a parlare dell’accesso a internet come un diritto fondamentale della persona”. Il costituzionalista Stefano Rodotà è convinto che la rete ha e avrà un ruolo di primo piano per il futuro, tanto da dover stabilire, a norma di legge, i diritti e i doveri dei naviganti. Da lunedì si apre la consultazione pubblica della ‘Bill of Rights di Internet‘ “fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona”. Si tratta di una relazione in 14 punti scritta da una commissione parlamentare istituita da Laura Boldrini, la presidente della Camera, e presieduta dal professor Rodotà. Mentre gli italiani sono chiamati a contribuire, correggere e ampliare la Bill of Right negli stessi giorni in Senato arriverà il Ddl intercettazioni, con il quale si rischia di mettere a tacere blog e siti. “Il problema è chi deve decidere in queste materie – conclude – è estremamente pericoloso trasferire a soggetti privati o ad autorità questo tipo di potere”  di Cosimo Caridi