A quasi un anno dalla presentazione dell’offerta da parte di Fintech e con due mesi di ritardo rispetto alla scadenza prevista, Telecom ha accettato la proposta del fondo messicano per Telecom Argentina. Che verrà venduta per un prezzo che rimane invariato a 960 milioni di dollari, ma nell’ambito di un accordo che prevede più tutele per l’azienda guidata da Marco Patuano. L’impegno di Fintech sarà infatti “garantito da un pegno di un titolo collaterale del valore di 600,6 milioni di dollari”. Vale a dire che il gruppo delle telecomunicazioni emetterà un bond ad hoc per quella cifra e il fondo di David Martìnez lo sottoscriverà per poi costituirlo in pegno a favore della stessa Telecom International e della capogruppo. Non solo: spunta anche una penale da 175 milioni di dollari che Telecom incasserà nel caso in cui, trascorsi 30 mesi, l’affare sfumi. Nel comunicato si legge infatti che la cessione dovrebbe “realizzarsi entro i prossimi due anni e mezzo”. Nel frattempo, già entro fine ottobre, una partecipazione del 17% in Sofora Telecomunicaciones (la controllata di Telecom che ha in pancia la maggioranza della società argentina) sarà trasferita a Fintech per 215,7 milioni. In base alle modifiche dell’accordo di novembre 2013 contenute nell’intesa siglata venerdì, la cessione della quota di controllo è condizionata all’approvazione da parte della Secretaría de comunicaciones argentina, l’authority di regolamentazione del settore. La maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione di Sofora continuerà ad essere nominata da Telecom fino a quando le autorità regolatorie argentine avranno dato l’ok e la vendita sarà andata in porto.

Dei 960 milioni di dollari pattuiti per la vendita delle attività in Argentina, Telecom ne ha già incassati 113,7, in parte per gli attivi nel portafoglio della controllata Tierra Argentea e in parte come importi destinati da Sofora alla distribuzione come dividendo. Ulteriori 550,6 milioni di dollari, spiega la nota del gruppo, saranno pagati per il 51% di Sofora. Restano fuori 80 milioni di dollari che saranno corrisposti “a fronte di ulteriori pattuizioni” tra cui “un accordo per la messa a disposizione delle società del gruppo Telecom Argentina di servizi tecnici per tre anni, nonché la rinuncia o l’adesione alla modifica da parte di Telecom di alcuni diritti rivenienti dal patto parasociale con il gruppo Verthein”, azionista di minoranza.

A parte il caso estremo coperto dalla penale, altre garanzie sono previste anche per l’eventuale allungamento dei tempi. Se la vendita a Fintech del 51% di Sofora non verrà conclusa nell’arco di 2 anni e mezzo, infatti, Telecom potrà recedere dall’accordo e avrà sei mesi per riacquistare la quota di minoranza del 17% già ceduta. Se invece volesse comunque vendere la quota di controllo potrebbe farlo individuando un terzo acquirente, con garanzia da parte di Fintech di un corrispettivo minimo di almeno 630,6 milioni di dollari. Se alla fine il prezzo fosse superiore, il differenziale sarà suddiviso fra Telecom e il fondo di Martinez secondo una formula prestabilita.