Primo patteggiamento per uno dei clienti delle due minorenni di 14 e 15 anni che si prostituivano in un appartamento dei Parioli a Roma. L’uomo, un trentenne, ha patteggiato un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena, e mille euro di multa. Per quanto riguarda gli altri tre clienti che hanno ottenuto di patteggiare, le udienze saranno fissate nei prossimi giorni. Resta poi da decidere la sorte di un’altra sessantina di clienti tra i quali Nicola Bruno, figlio del deputato Donato, e di Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, che agli inquirenti ha dichiarato di ritenere che la ragazza avesse 19 anni. Su queste persone sono ancora in corso indagini per valutare la loro posizione.

Le due ragazze coinvolte nel giro di prostituzione minorile erano compagne di classe in un liceo romano. Si vendevano in cambio di soldi in un appartamento – poi sequestrato – di viale Parioli, per un compenso che poteva arrivare fino a 300 euro a prestazione. La ragazza di 15 anni era stata adescata a maggio 2013 su un sito di incontri, Bakeka Incontri, coinvolgendo anche l’amica di 14 anni nel giro di incontri. A dare il via alle indagini era stata la madre della maggiore delle due, insospettita dalle quantità di denaro di cui disponeva la figlia. Dopo aver ingaggiato un investigatore privato, infatti, era venuta a conoscenza dell’attività della ragazza e aveva denunciato il caso alle forze dell’ordine.

Indagini che avevano individuato in Mirko Ieni il presunto organizzatore del giro di prostituzione minorile. Tra le persone coinvolte nello sfruttamento delle baby squillo Nunzio Pizzacalla, accusato di sfruttamento della prostituzione, Riccardo Sbarra, un commercialista che faceva circolare video pedopornografici e anche la madre della ragazzina di 14 anni, che intascava parte dei guadagni della figlia.

Con rito abbreviato il 1 luglio il gup di Roma ha emesso la condanna a 10 anni nei confronti di Ieni, e sei anni alla madre di una delle due baby squillo. Oltre ai sei anni di reclusione, più 20mila euro di multa, la donna ha perso la potestà genitoriale. Sette anni di reclusione, invece, per Nunzio Pizzacalla, altro presunt “gestore” del giro, sei per il commercialista Riccardo Sbarra e tre anni e quattro mesi per l’imprenditore Marco Galluzzo.