Tanto da guadagnare e tutto da perdere. Roma e Juventus si rituffano nella Champions League per affrontare due partite che potrebbero già essere decisive alla terza giornata del girone. Bayern Monaco in casa e Olympiakos in trasferta. E, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è detto che la sfida più complicata sia quella dei giallorossi. Comincia oggi la Roma all’Olimpico, contro i bavaresi allenati da Pep Guardiola. Al bar, in ufficio o in metropolitana, in città non si parla d’altro da giorni: tutti attendono la partita di stasera come il match che potrebbe consacrare la Roma fra le grandissime d’Europa (e che segnerà anche il ritorno all’Olimpico del ‘traditore’ Benatia, per cui si prepara un’accoglienza caldissima) . Nella capitale ci credono per davvero. Innanzitutto per convinzione nei propri mezzi: in quest’inizio stagione i giallorossi hanno dimostrato di potersela giocare con tutti e su qualsiasi campo. E alla ripresa dopo la sosta contro il Chievo sono apparsi di nuovo in condizione ottimale, grazie al recupero degli infortunati De Rossi e Astori.

Sabato Garcia ha anche fatto riposare per novanta minuti Gervinho e per circa un tempo Totti: il capitano guiderà l’attacco, affiancato dall’ivoriano e da uno fra Iturbe e Florenzi, a seconda che il tecnico francese voglia puntare più sull’equilibrio o sulla velocità. Dall’altra parte, poi, ci sarà una corazzata che ha dimostrato negli ultimi tempi di non essere imbattibile: i vari Muller, Robben, Ribery, Goetze e Lewandowski fanno paura. Sono più forti e anche per questo la Roma scenderà in campo con la consapevolezza che una vittoria sarebbe una grande impresa, una sconfitta non rappresenterebbe un dramma. Poca pressione, grande entusiasmo: le condizioni ideali per rendere al meglio. Intanto, è già certo che la super sfida sarà un grande successo almeno dal punto di vista economico: Olimpico tutto esaurito, oltre 65mila biglietti venduti e un incasso di circa 3,5 milioni di euro che rappresenta il nuovo record al botteghino della società.

Situazione diversa per la Juventus, che si ritrova impelagata in un girone sulla carta assolutamente abbordabile. Dopo la vittoria a fatica in casa col Malmoe, e la sconfitta di Madrid con l’Atletico, la trasferta di Grecia potrebbe già essere decisiva. L’Olympiakos è una squadra modesta e altalenante, capace di battere l’Atletico Madrid ma anche di perdere contro il Malmoe. Comunque da non sottovalutare, soprattutto fra le mura amiche dello stadio Karaiskakis, che diventano infuocate per gli avversari. Pubblico e intensità. Sono queste le insidie maggiori, più che i pochi talenti a disposizione dell’allenatore spagnolo Michel: i migliori giocatori in rosa sono l’olandese Afellay, il trequartista argentino Alejandro Dominguez e la punta Mitroglu. La classifica obbliga i bianconeri quantomeno a non perdere: una sconfitta metterebbe spalle al muro la truppa di Allegri, costretta a ribaltare il risultato fra due settimane allo Juventus Stadium, e poi giocarsi verosimilmente la qualificazione all’ultima giornata in casa contro l’Atletico. Non un’impresa proibitiva, ma comunque uno scenario di grande pressione, che a Torino eviterebbero volentieri, soprattutto alla luce della bruciante eliminazione dello scorso anno contro il Galatasaray. D’altra parte, una vittoria domani ad Atene significherebbe blindare il passaggio del turno. Per farlo, Allegri si affiderà al giovane Morata, preferito a Llorente in astinenza da gol sempre più preoccupante. Poi, da giovedì, si tornerà a pensare al campionato. Con quale stato d’animo e quante energie, dipenderà dall’esito di queste due partite. La Champions League e la corsa scudetto sono legate a doppio filo. Il duello Roma-Juve prosegue anche a distanza in Europa.

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