Per un pezzo di Italia che esultava, sabato scorso c’era un viso tricolore imbarazzato nel pomeriggio del St. Mary’s Stadium. Il clamoroso 8-0 rifilato dal Southampton al Sunderland nell’ottava giornata di Premier League non lascia in eredità solo la doppietta di Graziano Pellè, ormai rodata macchina da gol della squadra rivelazione in Inghilterra. Perché le due reti nell’attaccante salentino – come le altre sei, tra cui due autogol – hanno trasformato il week end di Vito Mannone, portiere del Sunderland, in un incubo durato 90 minuti. Una partita da tregenda con risvolti salatissimi per il 26enne cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta. Finirà in panchina? No, ma il conto in banca potrebbe registrare un importante segno meno. Per scelta personale, da sottoporre ora al resto della rosa.

Tolti i guantoni, infatti, Mannone ha deciso di mettere mani al portafoglio per scusarsi con i tifosi. E promette di coinvolgere i compagni di squadra in una speciale colletta. L’obiettivo è semplice, l’incipit noto: “Dobbiamo vergognarci di noi stessi. E’ un punto bassissimo per tutti – ha spiegato il portiere – Parlerò personalmente con la squadra per vedere se è possibile rimborsare il biglietto e le spese di viaggio ai nostri tifosi”. Prendendo carta e penna, il conto è facile. Per raggiungere la città dell’Hampshire, nel sud del Regno Unito, 2500 fans del Sunderland hanno tagliato in due l’isola percorrendo poco più di mille chilometri tra andata e ritorno. Il costo medio della trasferta, secondo i media inglesi, si è aggirato attorno alle 150 sterline, circa 189 euro, ai quali vanno aggiunti 30 euro per il biglietto. La spesa complessiva ammonterebbe quindi a 550mila euro.

L’operazione “Redenzione” ideata da Mannone comporterebbe una decurtazione dello stipendio attorno ai 30mila euro per i 19 giocatori allenati da Gus Poyet, tra i quali c’è anche l’ex juventino Emanuele Giaccherini. Quando si dice “il prezzo della sconfitta”. “E’ un momento difficile per la squadra, ma lo è anche per i tifosi. E’ davvero gente speciale, noi siamo fortunati a giocare per questo club – si è scusato Mannone – perché se fossi stato uno di quei tifosi avrei reagito diversamente”. Quanto sia stato duro il primo quarto di stagione lo raccontano i numeri. Il Sunderland ha vinto una sola partita e racimolato anche cinque pareggi, uscendo sconfitta due volte dal campo. E sembrerà paradossale ma fino all’imbarazzante capitombolo di sabato i problemi principali li aveva registrati l’attacco. A fronte delle 7 reti subite in altrettante partite (quante la capolista Chelsea, tanto per intenderci) i biancorossi ne hanno messe a segno appena 8, di cui tre due settimane fa nell’unico successo contro lo Stoke City. Poi il naufragio e le scuse. Con tanto di assegno pronto a essere staccato e un riscatto in campo atteso contro l’Arsenal, per inciso la squadra che portò Mannone in Inghilterra. Una sorta di derby personale: vincerlo, a differenza del lavaggio dell’umiliazione, non avrebbe prezzo.

Twitter: @AndreaTundo1