Alessandra Angeli, detta Angelina, make up artist tra le più apprezzate della scena milanese e, da qualche tempo, amatissimo personaggio televisivo. Angelina, infatti, è tra i concorrenti di Pechino Express, l’avventuroso reality di RaiDue condotto da Costantino Della Gherardesca. Non ha peli sulla lingua, rifugge dal buonismo come i gatti dall’acqua e forse per questo è diventato il personaggio più amato (e più social) di questa edizione. Personalità imponente almeno quanto il suo fisico, catalizza l’attenzione con una dialettica notevole e una mimica facciale che da sola spiega tante cose. E poi non si tira mai indietro, è sempre pronta a dire la sua: da Renzi alla Chiesa, da Luxuria ai gay “eteronormalizzati”, ne ha davvero per tutti. Ah, Angelina è anche una transessuale. Ma mai come in questo caso, è giusto dire che trattasi di un piccolo e insignificante dettaglio.

Ti aspettavi questo successo clamoroso?
Assolutamente no. E non riesco ancora a capire come sia possibile.

Davvero non ti sei data una spiegazione?
Forse la gente è stanca del buonismo di cui questo paese è intriso. Magari vedendo una persona diretta, sincera, che non recita e che lotta contro i suoi evidenti limiti fisici, la gente ci si riconosce.

Il fatto che tu sia una trans è passato assolutamente in secondo piano. Molti nemmeno se ne erano accorti. È stata una tua scelta non puntare su questo aspetto?
Sì, è stata una scelta che ho espresso alla produzione e a RaiDue. Per fortuna ho trovato persone molto progressiste, non interessate a cavalcare l’onda. Sono molto grata a loro per come hanno gestito la cosa. Io sono una concorrente come gli altri…

Visto che sulla realtà gay hai idee certamente non convenzionali, non posso non chiederti cosa pensi della cena tra Berlusconi e Luxuria ad Arcore. Secondo te è utile alla causa?
È l’ennesima mossa sbagliata. Si “endorsa” per l’ennesima volta un omofobo chiaramente in difficoltà che sta cercando di recuperare consensi e di crearsi un nuovo elettorato in vista di una nuova discesa in campo, visto che è stato anche assolto sul caso Ruby.

Ti aspettavi una mossa del genere da Luxuria?
Non sono affatto stupita. Dopo la comunione da Bagnasco, con quella strizzata d’occhio alla Chiesa omofoba e misogina, dopo il selfie con la Pascale, invitata anche al GayVillage, è la ciliegina sulla torta. D’altronde non so chi rappresenti oggi Vladimir Luxuria. Di certo non me. Anzi, non mi ha mai rappresentata.

E allora perché lo ha fatto?
Tornaconto personale, è evidente. Come ha fatto a Sochi con Le Iene, ad esempio. È anche per questo che non voglio parlare troppo della mia condizione, Non voglio cadere nella trappolina di farla diventare un’opportunità lavorativa. Ho tantissime cose da dire e da fare, la mia professione non è essere transessuale. So benissimo che questo mio punto di vista non è mainstream, e infatti molte associazioni LGBT mi hanno attaccata cambiando il senso delle mie parole. Ma li capisco: se tutti la pensassero come me, loro non avrebbero più modo di esistere. E l’associazionismo LGBT spesso è un trampolino di lancio per carriere politiche.

A proposito di politica, Matteo Renzi ha promesso una legge “alla tedesca” sulle unioni civili. Ci credi?
No. Renzi è un democristiano e non farà una mazza.

Ti sposeresti, se potessi?
NO.

E adotteresti un bambino?
Non credo di essere adatta, magari sarei anche brava, ma conoscendomi avrei paura di proiettare ansie e di essere una madre castrante come quelle che si vedono in giro che rincoglioniscono i figli. Proprio per non essere egoista, direi di no. Però trovo giusto che chi ha l’opportunità e le caratteristiche per farlo (gay, etero, single), lo possa fare. Mi dispiace sapere di quei bambini chiusi in orfanotrofi che spesso sono posti infelici, dove vengono abusati psicologicamente e fisicamente da gente orrenda.

Fuori i nomi. Chi sono i nemici dei diritti gay in Italia?
Innanzitutto i gay che propendono all'”eteronormalizzazione”, che vogliono i matrimoni in Chiesa come delle donnine di provincia degli anni Cinquanta. E poi le serve papaline che assieme alla Chiesa si oppongono e non capisco nemmeno perché, visto che nessuno vuole togliere diritti alle coppie etero o alla famiglia naturale. Semplicemente vorremmo che ci riconoscessero i diritti che ci spettano in quanto persone. I nemici dei gay sono coloro i quali appoggiano un certo tipo di cultura cattolica antica, che ci tiene relegati al Medioevo. 

Basta argomenti seri. Guardi molta tv?
Sì e mi piace molto.

Cosa ti piace?
Sono una seriesaholic. Mi piacciono molto The Walking Dead (anche se il make up è peggiorato rispetto alle prime stagioni), House of Cards, Les Revenants, The Strain e Transparent. Ho rivalutato anche The Leftovers, ma temo la presenza di Lindelof, che è un po’ una Wanna Marchi delle serie tv, al quale non posso perdonare il finale di Lost.

Dopo il successo di Pechino Express tornerai a fare la make up artist o sei stata incantata dal fascino della tv?
Di sicuro non abbandonerò il mio lavoro. Ho fatto molta gavetta per arrivare dove sono arrivata. Però non mi precludo nulla e aspetto proposte. Qualcosa si sta già muovendo. Ma fino a quando non vedo un contratto non ci credo…

La famiglia ti ha sempre appoggiato, sia sul lavoro che nel tuo cammino personale?
Sempre.

Ti va di dare un consiglio a chi vuole fare coming out con i genitori?
In realtà il consiglio vorrei darlo proprio ai genitori: non girate le spalle ai figli. Non è facile affrontare determinate cose, lo capisco, ma non vanno allontanati. Supportateli sempre. Sono figli, ma non sono di vostra proprietà. Sono persone. Non caricateli di aspettative. E amateli, in qualsiasi modo essi siano.

Tu sei per il coming out sempre e comunque?
Con le persone che amiamo sì, assolutamente. Per il resto sono contraria. Dobbiamo smetterla di rendere centrale l’orientamento sessuale o l’identità di genere. È una sfaccettatura come molte altre. Basta con la morbosità di sapere quello con chi scopa. Se non ci devo scopare io chi se ne frega…

Su Twitter ogni tanto si fa ironia sulle tue forme. Ti dà fastidio?
Non me ne frega un cazzo. So di essere grassa, ma non sono nata così. Lo sono diventata per vicissitudini mediche, visto che ho rischiato la vita contro un platano. Ho una personalità forte, che tiene botta. Mi dispiace solo che poi accadono cose come quella che è accaduta a Napoli, con quel ragazzino torturato perché grasso. Usciamo dalla trappola nazista dei canoni estetici e non rompiamo i coglioni alla gente. Chiamiamo “ciccione” chiunque ma non sappiamo la sofferenza o i disturbi di salute che ci sono dietro.