E’ una corsa contro il tempo quella della commissione Ambiente della Camera per l’approvazione delle modifiche al dl Sblocca Italia, la cui discussione in Aula è prevista per lunedì. La Commissione, che da giorni fa i conti con l’ostruzionismo del M5S, ha lavorato fino alle due della notte scorsa e si è riunita nuovamente nel pomeriggio. Restano tutti da sciogliere i nodi relativi agli inceneritori, alle trivellazioni e alle concessioni autostradali. Non è ancora arrivato l’emendamento sblocca ricorsi che il governo dovrebbe depositare per Genova. La commissione ha votato gli emendamenti agli articoli 39 (sula revisione degli incentivi per i veicoli a basse emissioni complessive), all’articolo 1 (sull’alta velocità), ha iniziato l’esame sull’articolo 4 accantonandolo e ha iniziato a votare le modifiche sull’articolo 9 (dissesto idrogeologico). I lavori della commissione riprenderanno alle 10 di venerdì mattina per andare a oltranza, con l’obiettivo di chiudere domani notte. Sarà anche votato l’emendamento “Genova” del governo, depositato lunedì sera in commissione Ambiente, che prevede di ‘sbloccare’ le opere anche in caso di ricorsi pendenti davanti al Tar.

Intanto protestano le manifestazioni ambientaliste. Al grido di “Blocca lo Sblocca-Italia” un centinaio di manifestanti appartenenti ad Action e a varie associazioni e comitati ambientali hanno manifestato per le strade del centro storico. “Lo Sblocca Italia”, ha spiegato Andrea Alzetta di Action, “è uno strumento che distruggerà e danneggerà il Paese. Siamo contrari inoltre al commissariamento dell’Agenzia del Demanio perché svende i Beni culturali”. Gli ha fatto eco Gaja Neubert del Comitato No corridoio Roma-Latina: “Renzi sta smontando la Costituzione. Se pensa di portare in mille giorni l’Italia al livello della Germania, tenga presente che la Germania ci ha messo 60 anni. Ci vediamo tutti in piazza il 25 ottobre, alla manifestazione della Cgil”.

Il Movimento 5 stelle ha scritto una lettera aperta al relatore del Pd Ermete Realacci, chiedendo le sue dimissioni da presidente onorario di Legambiente. Hanno protestato inoltre contro la decisione di usare la tagliola sulla discussione in Commissione: “Il tempo di intervento per ogni modifica si è ridotto da 3 a 1 minuto a testa ed è così impedito il dialogo”. “Prima di essere deputati”, hanno scritto gli eletti grillini della Commissione ambiente, “siamo degli ambientalisti, siamo dei cittadini che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e del territorio del nostro Paese. In qualche modo, ci rassicurava sapere che tu – un ambientalista “storico” e protagonista di molte battaglie – avresti presieduto la nostra commissione. Su alcuni aspetti le nostre posizioni erano differenti, ma eravamo certi che la comune matrice ecologista non avrebbe mai potuto creare solchi incolmabili”. I deputati M5s hanno accusato Realacci di aver “soffocato il dibattito”. “Fino ad oggi, appunto, perché oggi hai deciso di abbandonare quella terzietà e di usare il tuo ruolo e il tuo potere per soffocare il dibattito e sottrarre al confronto il più importante provvedimento in materia ambientale che il Parlamento abbia mai affrontato negli ultimi dieci anni. Tu, anziché farti garante del corretto svolgimento del dibattito su un tema così delicato, hai fatto scattare le tue tagliole”.