Louvre bis. Lavori in corso al nuovo museo di Abu Dhabi: “Il Pifferaio” di Edouard Manet, “Natura morta con magnolia” di Henri Matisse, un celebre “Autoritratto” di Vincent Van Gogh, “La Gare Saint Lazare” di Claude Monet, “Big Electric Chair” di Andy Warhol, “Donna allo specchio” di Tiziano Vecellio e soprattutto “Ritratto di dama” di Leonardo Da Vinci tra le 300 opere provenienti da 13 musei francesi prestate al museo degli Emirati Arabi Uniti per la sua inaugurazione prevista per dicembre del prossimo anno. Svelata finalmente la lista dei capolavori assoluti della storia dell’arte che viaggeranno verso il Medio Oriente.

Anche un pezzo d’Italia dunque per rendere gloriosa la sezione dedicata al Rinascimento negli 8mila metri quadrati di superficie dell’edificio sull’isola di Saadiyat ideato dall’architetto Jean Nouvel, di cui 6mila destinati alle collezioni permanenti e 2mila a quelle temporanee, sovrastato da un’enorme cupola di vetro e acciaio dal diametro di 180 metri per un costo di 500 milioni di euro. Ad aver concesso i prestiti, oltre al Museo del Louvre, che ha anche prestato il suo nome per trent’anni (fino al 2037), il Museo d’Orsay, il Centre Pompidou, la Reggia di Versailles, il Musée du Quai Branly, il Museo Rodin, la Biblioteca Nazionale di Francia e altri rinomati musei francesi. Le opere da prestare sono state scelte da un comitato scientifico guidato dal presidente del Louvre di Parigi Jean-Luc Martinez sulla base di un accordo firmato nel 2007 tra Francia e Emirati Arabi Uniti che prevede cessioni di opere da parte dei musei nazionali francesi per i prossimi dieci anni in cambio di un miliardo di euro che sarà impiegato per la modernizzazione degli stessi musei che rientrano nell’accordo.

Per 15 anni, inoltre, l’agenzia France Museum e i 13 musei coinvolti dovranno accompagnare il nuovo museo emiratino nella programmazione delle sue esposizioni con l’impegno a prestare le proprie opere per dieci anni: ogni pezzo è prestato per un anno, rinnovabile con l’obiettivo di costituire una collezione nazionale per il nuovo museo definito “universale” per lo spirito che è alla base del mega-progetto che vuole promuovere il dialogo tra diversi popoli, diverse culture, diverse epoche. Il mostra, infatti, nei numerosi padiglioni, piazze, canali che evocano una città fluttuante sul mare, ci saranno opere e oggetti che vanno dalla preistoria all’età contemporanea. Molte delle opere viaggeranno per la prima volta, altre invece hanno già fatto altri tour e su alcune di queste non sono mancate le polemiche, come ad esempio sulla “Bella Ferronière” di Leonardo ritenuta troppo fragile per compiere una traversata così lunga e, proprio per questo motivo, prestata una sola volta nel 2011 per la retrospettiva della National Gallery di Londra e “Il Pifferaio” di Manet al suo quinto viaggio in quindici anni.

Fra le opere in esilio anche il “Napoleone Bonaparte” di Jacques-Lous David, un marmo di Auguste Rodin, la “Madonna col Bambino” di Giovanni Bellini, una scultura di quasi tre metri di Alberto Giacometti, “L’Apollo tra le ninfe” di François Girardon. Niente paura perché “La Gioconda”, opera simbolo del più illustre pittore italiano nel mondo e genio indiscusso dell’arte rinascimentale, non lascerà mai Parigi alla volta del Golfo.