Una reciproca dimostrazione di solidarietà della tifoseria ucraina e bielorussa che non è andata giù alle autorità di Minsk. Per aver intonato un coro anti-Putin durante una partita circa 130 tifosi sono stati arrestati dal Kgb bielorusso (video). Nel Paese dell’ultimo dittatore dell’Europa, Aleksandr Lukashenko, che insieme alla Russia e al Kazakistan farà parte dal 1 gennaio del 2015 della fantomatica Unione economica eurasiatica, il nome del titolare del Cremlino non può essere biasimato, anche se, soprattutto dopo l’annessione della Crimea e il conflitto nell’Est, i rapporti fra i due leader non sono proprio rose e fiori.

L’incidente è avvenuto lo scorso 9 ottobre, durante la partita di qualificazione ad Euro 2016 giocata nello stadio di Borisov, in Bielorussia. L’incontro tra le due nazionali (Ucraina ha vinto 2 a 0) non è stato segnato da nessun scontro tra gli ultras, anzi gli ucrani in trasferta sono stati accolti dai bielorussi col canto “Gloria all’Ucraina! Gloria agli eroi!” che aveva risuonato a Kiev durante le proteste di Maidan iniziate quasi un anno fa. Gli ucraini allora hanno risposto con il canto “Zhive Belarus’”, ossia “Lunga vita alla Bielorussia”. Dopo di che insieme hanno intonato un altro canto popolare di Maidan, “Putin hujlo“, tradotto “Putin testa di c..“.

Dopo le proteste di Kiev e il cambio di governo in Ucraina, Lukasnehko aveva promesso che in Bielorussia “non ci sarà nessun Maidan”. Il presidente bielorusso, rieletto per la quarta volta nel 2010, è noto per aver represso qualsiasi manifestazione di opposizione nel suo Paese. Non stupisce quindi quello che è seguito ai cori dei tifosi dal chiaro sfondo politico. Il canto che si sente benissimo sui tanti video amatoriali diffusi in rete ha infastidito tantissimo le forze dell’ordine bielorusse, che però non hanno fatto niente fino alla fine della partita. Solo all’uscita dallo stadio gli agenti del Kgb bielorusso hanno arrestato circa una centinaia di tifosi ucraini e una trentina di quelli bielorussi. Con l’accusa di torpiloquio in luogo pubblico, il tribunale bielorusso ha inflitto il 10 ottobre a otto ucraini una detenzione da 5 a 10 giorni, mentre altri quattro tifosi sono stati multati per un import tra 90 e 140 dollari. Quello che prometteva di sfociare in un incidente diplomatico evidentemente è stato risolto al vertice tra i due Paesi. Il presidente ucraino Poroshenko ha seguito personalmente la vicenda e l’11 ottobre il portavoce del ministero degli Esteri ucraino ha fatto sapere che tutti i tifosi, compresi quelli condannati all’arresto, sono stati rilasciati e sono tornati in patria.