Vorrebbe il riconoscimento che può salvargli la vita: lo status di testimone di giustizia. Ma per lo Stato italiano non ne ha diritto: per la Polizia e gli inquirenti è solo un informatore. Paolo – usiamo un nome di fantasia – è un commerciante di Potenza di 27 anni e grazie alle sue rivelazioni nel 2013 ha fatto catturare il boss palermitano di Trabia, Domenico Rancadore (66 anni). Condannato a sette anni per mafia, una latitanza seconda per durata soltanto a quella di Matteo Messina Denaro, irreperibile dal 14 dicembre 1994. Ma la storia di Paolo è un romanzo noir. La sua colpa? Essersi innamorato sulle strade di Barcellona di Daniela, figlia del capo clan. Convivono, viaggiano, si confidano dettagli che in quel momento paiono insignificanti. “Mi racconta che è cittadina inglese, originaria di Palermo – dice Paolo nell’intervista video esclusiva a ilfattoquotidiano.it – e che suo padre, prima di trasferirsi a Londra, era un insegnante di educazione fisica, e che di cognome fa Skinner”. Poi un giorno l’invito a Londra: “Venite a trovarci. Voglio conoscere Paolo” è quanto gli fa sapere il signor ‘Skinner‘. “Ci esplicita che dovevamo trasferirci a Londra da loro e che non c’era da discutere. Gli scatto una foto con il telefono”. Nelle ore successive, su una mensola di casa a Londra, trova il suo passaporto: “Marco Skinner”. “E mi sono chiesto – continua – ‘com’è possibile che in questa famiglia, moglie e marito, si chiamino nello stesso modo, pur essendo chiaramente italiani, anzi siciliani?’”. Torna in Italia e racconta tutto a un amico investigatore di Potenza. Le sue rivelazioni portano all’incredibile cattura di Rancadore, ma per una serie incredibile di vicissitudini e fughe di notizie, Paolo viene scortato, ma solo fino a marzo 2014 perché, in quanto semplice “informatore”, non ha diritto alla protezione. C’è solo la cosiddetta vigilanza dinamica: pattuglie che in diversi orari passano sotto casa. Tutto qui. “Vivo nel pericolo – racconta – e non posso entrare nel programma di protezione. Temo per la mia vita”. GUARDA L’INTERVISTA INTEGRALE di Antonio Massari, riprese Paolo Dimalio e Samuele Orini, editor Paolo Dimalio