Le condizioni di Jules Bianchi sono critiche ma stabili “e la situazione rimane difficile a causa del trauma cranico assonale diffuso riportato” dal pilota. Il team Marussia pubblica sul suo sito il bollettino medico del pilota 25enne, rimasto coinvolto in un grave incidente lo scorso 5 ottobre durante il Gran Premio del Giappone e ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Medical Center di Yokkaichi

 

“Gli ultimi nove giorni sono stati molto difficili per Jules e la sua famiglia”, si legge nel comunicato. “La famiglia Bianchi – sottolinea la Marussia – continua ad essere confortata dai pensieri e le preghiere di molti fan di Jules e della comunità motoristica. In particolare, le numerose manifestazioni di sostegno e affetto ricevute durante il Gran Premio russo a Sochi sono stati di conforto enorme per i genitori, i parenti e gli amici di Jules”. “La famiglia – si legge in conclusione – fornirà ulteriori aggiornamenti medici quando lo riterrà opportuno”.

La Gazzetta dello Sport ha intervistato Philippe Bianchi, il padre del pilota. Al quotidiano sportivo ha spiegato che “i dottori ci hanno detto che è un miracolo che sia ancora vivo dopo un incidente così grave ma Jules darà tutto”, ma ha anche aggiunto di non poter dire niente sulla situazione del figlio. “Non ci sono risposte – spiega -, è molto grave ma il suo stato è stabile. A volte sembra bene altre peggio, il problema è che i danni causati dall’incidente sono seri ma non sappiamo come possano evolvere”.

Infine un ringraziamento a tutte le persone che hanno sostenuto la famiglia: “Ci ha toccato enormemente – spiega – Alonso, Vergne, Massa ci hanno mandato messaggi molto forti. Lewis Hamilton è stato fantastico. Mi ha detto che per qualsiasi cosa che avrebbe potuto fare era disponibile. Anche Valentino Rossi e Marc Marquez ci hanno scritto dei messaggi”.

Jules Bianchi è nato a Nizza nel 1983 e la famiglia ha origini italiane. A Monaco nel 2014 aveva conquistato un ottavo posto, i primi punti nella storia della Marussia. Poco più di un mese arrivò a Silverstone il suo miglior piazzamento (dodicesimo). E’ nipote di Lucien Bianchi, morto nel 1969 sul circuito di Le Mans.