In attesa del 27 ottobre, quando si aprirà la consultazione pubblica sulla Carta dei diritti di Internet, il documento che enuncia i principi fondamentali della democrazia 2.0, al Senato arriva il ddl Diffamazione che reintroduce il bavaglio all’informazione online. Sì, perché il testo proveniente dalla Camera è una vera e propria stretta sulla comunicazione in Rete: in caso di pubblicazione di notizie ritenute diffamatorie, i portali online saranno obbligati a pubblicare entro 48 ore la rettifica senza titolo, commento o risposta, ma soprattutto siti e motori di ricerca dovranno cancellare le informazioni ritenute lesive dell’altrui reputazione. Non solo: il direttore di una testata o chi ha registrato un blog sarà responsabile di quanto viene pubblicato anche se in forma anonima. Nel frattempo, la commissione interparlamentare presieduta da Laura Boldrini e Stefano Rodotà sta elaborando la “Magna Charta” dei diritti della Rete, il primo tentativo di governance di Internet che, secondo le intenzioni, dovrebbe sbarcare prima in Ue e poi all’Onu per essere assunto come Costituzione globale 2.0. La bozza contiene 14 punti base che vanno dal riconoscimento dei diritti della persona connessa come l’anonimato e l’inviolabilità del proprio Id, alla “terzietà” della Rete, fino al diritto di accesso all’infrastruttura telematica. Ospiti di Lorenzo Galeazzi (FattoTv) inetrvengono Guido Scorza, avvocato, esperto di diritto della comunicazione e blogger del fattoquotidiano.it e Rosanna Filippin, senatrice Pd e relatrice del Ddl Diffamazione. Per intervenire via Twitter  #FattoTv; #bavaglio; #billofrights
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