Dopo lunga elaborazione, approfonditi studi e attente simulazioni, è possibile tentare un esperimento che potrebbe cambiare l’esistenza di noi tutti: applicare alle nostre vite regole, soluzioni e trucchetti che la politica pratica ogni giorno. Vediamo alcuni casi.

Burocrazia

Cara posso spiegarti tutto, è colpa del Tar. Giustificare ritardi, disastri, dimenticanze più o meno interessate con la ricerca di un capro espiatorio comodo e disponibile è la prima regola. Hai preso il pane? No, dannazione, proprio da oggi richiedono un nuovo modulo in sei copie, l’autocertificazione non basta più. Lo sportello era chiuso. Il funzionario era assente. Oppure: hai ragione, dovevo andare a prendere il bambino all’asilo, ma l’asilo era bloccato da un ricorso al Consiglio di Stato e i tempi si fanno lunghi: potrò ritirare il bambino dall’asilo quando sarà in terza media. Consiglio: provate. Magari invece di fare la scenata a voi ci cascherà e se la prenderà con la burocrazia. Dare la colpa a qualcun altro non è il massimo dell’eleganza, ma funziona sempre. Tipo se per l’ennesima volta esonda il Bisagno, date la colpa al Tar che blocca i lavori, anche se quei lavori servono da 20 anni e il vostro partito governa Genova da 21. Tranquilli, ci cascano.

Economia domestica

Cara, mi hai convinto, cambiamo il divano. E con che soldi? Giusta osservazione, ma ho pensato anche a questo: vendiamo la Ferrari. Ma sei scemo? Noi non abbiamo una Ferrari. È vero, cara, ma quelli del divano non lo sanno. Fate tesoro di questa lezione: stilando quella specie di Def domestico che è il conto della spesa, mettete in bilancio qualche voce imponderabile, volatile e solo presunta, che so, le lezioni di equitazione dei ragazzi. Se i vostri ragazzi non vanno a lezione di equitazione, non importa: sulla carta avrete una cifra importante da risparmiare. È decenni che ogni manovra economica italiana mette in conto il recupero dell’evasione fiscale, e se ne parla come di soldi già in saccoccia. Naturalmente non ci crede nessuno, ma che importa, quel che conta è avere una cifra da sottrarre, in modo che tornino i conti che desiderate. Non ditemi che al liceo non avete mai fatto quadrare forzatamente le equazioni partendo dal risultato… ecco, così.

Entrate

Potrebbe funzionare anche un calcolo assai ottimista del Pil. Per esempio potreste calcolare di guadagnare, l’anno prossimo, il 3 o 4 % in più. Sarà vero? Improbabile, ma la questione è irrilevante. Periodicamente verrà qualcuno a dirvi che avete sbagliato i conti del Pil, che avete sovrastimato la crescita, che siete stati troppo ottimisti. È il momento di ritornare al punto uno, dare la colpa a qualcun altro: la recessione, lo spread, il vincolo del 3 per cento, la Merkel, la burocrazia, l’articolo 18… Dopo, messa in fila tutta una serie di ragionevoli motivazioni, potrete comprare il divano semplicemente aumentando i vostri debiti, esattamente come si fa con il debito pubblico. Come potete capire, le simulazioni sono solo all’inizio e la teoria va sviluppata e affinata con la pratica. Ma attingere dalla creatività della politica per mettere ordine nelle nostre vite non è un’idea peregrina. Dovendo chiamare l’idraulico, per esempio, potreste comportarvi come la Pubblica amministrazione e dirgli che pagherete il lavoro tra qualche anno, sempre se ci saranno i soldi, che nel frattempo potrete mettere a bilancio scrivendo una cifra a caso su un foglietto alla voce “recupero evasione fiscale”. Provate. Magari funziona.

Il Fatto Quotidiano, 15 ottobre 2014