L’aeroporto di Parma Giuseppe Verdi sarà salvato dai cinesi. Lo scalo, che da anni rischiava la chiusura, passerà nelle mani della Izp Technologies, società cinese che sta già lavorando a un progetto di sviluppo con un investimento di 250 milioni di dollari sull’area dove sorge l’infrastruttura. La notizia è stata diffusa dalla Sogeap, la società che gestisce l’aeroporto ducale, con una nota stampa firmata dal presidente Guido Dalla Rosa Prati e dall’amministratore delegato Franco Rastelli ed è la risposta agli appelli che nelle scorse settimane si sono spesi a favore dell’operazione del salvataggio dell’infrastruttura.

Il pacchetto di maggioranza della società di gestione dell’aeroporto è stato acquisito dalla Izp Technologies. L’accordo, firmato con la Meinel Bank, azionista di maggioranza, è stato siglato il 14 ottobre a palazzo Barberini a Roma alla presenza del premier cinese Mr. Li Keqiang ed il presidente del consiglio Matteo Renzi e prevede, oltre all’acquisizione del pacchetto di maggioranza della società di gestione, lo sviluppo dell’infrastruttura aeroportuale e la creazione di un grande polo logistico. Questo significa che non solo l’aeroporto è al sicuro dal rischio di una liquidazione, ma che in futuro potrebbe diventare molto più importante di quanto non sia oggi, perché la società cinese prevede di investire nello scalo e di allargarlo, in modo da poter programmare a Parma anche tratte più lunghe con aerei più grandi, per far diventare la città ducale un polo di interscambio con la Cina, che possa portare anche a rapporti commerciali e di collaborazione.

Come spiegano dalla Sogeap, “la Izp sta lavorando al progetto di sviluppo che verrà presentato al territorio e che prevede investimenti per 250 milioni di dollari. E’ fondamentale – si legge nella nota – che tutti gli attori coinvolti nell’operazione di sviluppo dell’aeroporto di Parma si adoperino affinché le condizioni per l’acquisto e per l’investimento possano essere realizzate. Si sottolinea la straordinaria importanza di un investimento di tali dimensioni sul nostro territorio”.

Lo scorso gennaio il Verdi era stato inserito tra gli scali di interesse nazionale, ma pochi mesi dopo l’assemblea dei soci aveva paventato la liquidazione in mancanza di una ricapitalizzazione che desse ossigeno all’attività che richiede ingenti investimenti. Numerosi erano stati gli appelli di politici e cittadini per scongiurare la liquidazione dell’aeroporto, con una raccolta firme a cui in pochi giorni avevano aderito centinaia di persone. Il 14 ottobre era la scadenza fissata per decidere del futuro dei collegamenti aerei da Parma e la soluzione sembra essere arrivata ancora una volta da una società straniera.