Songs of innocence
Foto: www.u2.com

“Siamo molto contenti che da un artista come Bono siano arrivate parole importanti sul diritto d’autore e del copyright. Un tema sul quale occorre discutere partendo dalla frase che il leader degli U2 ha detto ieri nel corso di alcune interviste: “Oggi Cole Porter sarebbe un morto di fame”.

Il sistema della musica digitale, per come è oggi, rischia di frantumare le aspirazioni non tanto degli artisti famosi e importanti quanto quelle dei giovani, dei ragazzi che dovrebbero poter costruire una carriera sul proprio talento di autori. L’idea di un nuovo progetto che veda collaborare aziende come la Apple e gli autori risulterebbe sicuramente vincente, sempre che sia effettivamente pensato a tutela di tutti coloro che vivono di diritto d’autore e non solo per pochi. Difficilmente un tale obiettivo potrebbe invece essere raggiunto solo basandosi su band storiche come gli U2, che sono capaci di raggiungere milioni e milioni di ascolti in pochi giorni anche e soprattutto per la loro grandezza indiscussa.

Siae è in prima fila per cercare di stimolare un dibattito sulle modalità con cui tutti gli autori possano tutelare le proprie opere al giorno d’oggi. Occorre unire gli sforzi per tutelare l’industria creativa in tutto il mondo e va assolutamente coltivato lo stimolo offerto da grandi artisti come Bono e dagli U2 ma certo non andremo molto lontano se la strada delle aziende sarà quella di usare i contenuti creativi godendo di trattamenti di favore sul fisco e sulla possibilità di ospitare contenuti anche senza il consenso preventivo degli aventi diritto. O se saranno applicati due pesi due misure: con i nomi importanti si è paladini del diritto d’autore ma si è pronti a lottare in tutti i paesi contro copia privata, misura che consentirebbe a tutti i talenti del mondo di non “morire di fame”. Il mercato attuale è enormemente squilibrato dalla parte dei produttori di hardware a svantaggio dell’industria creativa. Siae è e sarà al fianco degli autori perché anche i nuovi Cole Porter possano avere il riconoscimento che meritano o quanto meno una possibilità”.  

Il Consiglio di Gestione di Siae