Dopo aver votato Caraminchia” al posto di Francesco Caramazza, candidato (poi ritirato) da Forza Italia alla Consulta, la Lega Nord, in vista della diciottesima fumata nera per la Corte costituzionale, lancia una nuova provocazione  con tanto di manifesti e santini elettorali inseriti all’interno delle cabine: il presidente del Senato Pietro Grasso: “E’ una figura di alto prestigio, un nome importante che potrebbe mettere d’accordo tutti”, afferma Gian Marco Centinaio, Capogruppo del ‘Carroccio’ al Senato, ma la ragione della candidatura è un’altra: “Lo candidiamo ‘il bene del Senato’ – come recitano i manifesti – perché se vi ricordate durante la discussione delle riforme Costituzionale e del Jobs Act, la gestione dell’Aula è stata a dir poco imbarazzante e con l’autunno caldo alle porte, temiamo si vada sempre peggio”  di Manolo Lanaro