“…data la velocità della propagazione delle fiamme e dalle evidenze riscontrate di concerto con i Carabinieri presenti sul posto, si ritiene verosimile che l’incendio sia di natura dolosa”. Così recita il verbale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco che questa notte ha dovuto inviare una ventina di squadre presso la discarica di Chivasso per spegnere l’incendio che si è sviluppato nell’impianto di trattamento degli pneumatici e si è propagato ai capannoni attigui. In uno erano stoccate circa 80 tonnellate di gomme andate letteralmente in fumo. Fortunatamente non ci sono stati feriti e gli esami effettuati dall’Arpa hanno scongiurato rischi per l’ambiente e per la salute pubblica, nonostante l’odore acre della gomma bruciata si sentisse a chilometri di distanza.

Della discarica di Chivasso ilfattoquotidiano.it si era occupato pochi giorni fa facendo riferimento a un progetto denominato WastEnd che va nell’ottica europea dei “rifiuti zero” e che, come dice Massimo Corcione, assessore all’Ambiente del Comune di Chivasso, è innovativo anche sotto il profilo della proposta “che non è preconfezionata, ma è un qualcosa sul quale si comincia a ragionare insieme attraverso un percorso partecipato che coinvolge il territorio, i cittadini, le associazioni”. Da un punto di vista del business dei rifiuti, il progetto WastEnd – qualora decollasse – è in grado di dare fastidio a molti, soprattutto a livello locale. Corcione non si sbilancia (“aspettiamo le risultanze investigative”) ma mostra una certa preoccupazione per l’accaduto (“seguiamo con la massima allerta la vicenda”).

Amareggiato Pietro Colucci, presidente e amministratore delegato di Kinexia, che del progetto WastEnd è promotore e che attraverso una società controllata gestisce la discarica di Chivasso: “Dalle prime stime i danni ammontano a oltre 4 milioni. L’impianto antincendio è entrato in funzione ma non è bastato perché pare che le fiamme siano state appiccate in più punti. La discarica è dotata di telecamere e di sorveglianza armata, ma a chiamare i carabinieri non è stata la vigilanza bensì un vicino che vedeva addirittura le fiamme da casa sua”. Circostanze inquietanti. Quanto ai possibili moventi, occorre rilevare che una ventina di giorni fa il gruppo che fa capo a Colucci ha vinto una gara per il trattamento degli pneumatici per tutta la regione Piemonte.