Grandi étoiles, ospiti internazionali e gli artisti di punta del balletto scaligero per la più classica delle storie d’amore. Sulle note di Prokof’evRomeo e Giulietta di Kenneth Mac Millan torna in scena alla Scala dal 10 al 23 ottobre. Un sipario di mattoni apre la scena: una chiusura priva di speranza, salvo che per il tocco di cielo relegato a un angolo troppo alto per poter sembrare davvero di speranza. Quando il muro scompare, ci imbattiamo idealmente nel teatro romano di Verona, con tutte le sue contaminazioni medievali. Un anfiteatro è dunque il luogo della tragica vicenda. 

Nell’allestimento creato nel 2010 da Mauro Carosi e Odette Nicoletti, a quattro anni dalle ultime rappresentazioni scaligere e dopo la tournée a Tokyo del settembre 2013, dominano la scena di queste dodici recite le due étoiles maschili del Teatro alla Scala, Roberto Bolle e Massimo Murru, nuovamente nel ruolo di Romeo ma accanto a una nuova Giulietta. Tra le variazioni tecniche, danze d’insieme ed equilibrati passi a due sulle note di una musica ricca di dettagli descrittivi, per un balletto profondamente teatrale e coinvolgente, dove sono gli stessi movimento dei ballerini a subire le evoluzioni della tragedia d’amore.

Mura e mattoni dominano l’immagine mentre dal mito è tratto il celebre balcone posto su una torre (il cui basamento è lo stesso del letto di Giulietta) mentre nella cripta è ancora il balcone a trasformarsi in tomba dei due amanti. Nel luogo funebre, tra l’altro, i mattoni perdono il loro colore, impallidiscono. Come a dire che il balcone dell’amore, diventato contenitore di morte, si vergogna della sua nuova destinazione. La scenografia parlante, e soprattutto dialogante con la coreografia di MacMillan che esige molti spazi geometrici e precisi, conversa con i costumi medieval-rinascimentali di Odette Nicoletti. E con la vasta gamma riservata a ogni colore – rosso solare, cupo, quasi violaceo – e ai tocchi psicologici delle vesti che fanno di Giulietta un fiore di fanciullezza e di Romeo un animo energico e puro.


Il cast: le nuove “Giulitte” di Roberto Bolle e Massimo Murru

Ad aprire le rappresentazioni (10, 13 e 16 ottobre) accanto a Roberto Bolle c’è 
Alina Somova (principal dancer del Balletto del Teatro Mariinskij), mai vista alla Scala finora nel ruolo di Giulietta, così come Marianela Nuñez (stella del Royal Ballet), in una inedita partnership con Massimo Murru, nelle recite del 21 e 23 ottobre. Natalia Osipova, che ha danzato in Giappone nel corso della tournée scaligera, è Giulietta l’11 e il 14 ottobre accanto al primo ballerino Claudio Coviello, con cui ha condiviso una delle recite a Tokyo dove hanno già dimostrato grande affiatamento. Ritorni, nuovi artisti e una novità anche sul podio: a dirigere l’orchestra è Zhang Xian, dal 2009 ospite della Scala per l’apertura di stagione dell’Orchestra Verdi di cui è direttore principale, debutta ora sul podio scaligero, per la prima volta nella direzione dell’orchestra della Scala e per la sua prima collaborazione con il corpo di ballo.

Accanto a Romeo e Giulietta, ci sono poi i primi ballerini del Teatro alla Scala. Tra questi Mick Zeni, Massimo Garon e Alessandro Grillo nel ruolo di Tebaldo, Antonino Sutera, Walter Madau, Maurizio Licitra nel ruolo di Mercuzio; Marco Agostino, Christian Fagetti, Emanuele Cazzato nel ruolo di Benvolio; Paride sarà interpretato da Gabriele Corrado, Riccardo Massimi e Marco Agostino, la Nutrice da Monica Vaglietti e Adeline Souletie, Lady Capuleti da Raffaella Benaglia e Caroline Westcombe, Lord Capuleti da Alessandro Grillo e Riccardo Massimi. 

Uno stretto dialogo tra scenografia e costumi
Odette Nicoletti e Mauro Carosi, rispettivamente costumista e scenografo di Romeo e Giulietta, hanno iniziato il loro sodalizio professionale con La gatta Cenerentola di Roberto De Simone, presentata a Spoleto nel 1976. Da allora la coppia ha spesso lavorato gomito a gomito e, per questa nuova produzione ha ricevuto l’approvazione della vedova di Kenneth Mac Millan, che non solo ha autorizzato ma anche apprezzato le loro invenzioni.