Ha dimenticato una fotocopia e così è stato escluso dall’appalto per la concessione del Caffè Letterario, che da dodici anni era la sua seconda casa. Ha sistemato le ultime pendenze con una collaboratrice, telefonato alla ex moglie, ed è sparito. Giovanni Scrizzi, 59 anni, di Pordenone, è stato trovato morto ieri a Cordenons (Pordenone), sul greto del fiume Meduna.

Il cadavere dell’uomo era all’interno della propria auto: i parenti avevano lanciato l’allarme giovedì pomeriggio e da allora anche le forze dell’ordine avevano iniziato le ricerche. L’uomo non riusciva a darsi pace per la motivazione che aveva portato il Comune ad escluderlo dalla gara: aveva dimenticato di inserire nel plico la fotocopia della carta d’identità.

Così Pordenone si sta interrogando sull’atteggiamento dei funzionari comunali che hanno applicato la normativa escludendo dalla gara il commerciante per la dimenticanza. Tra i parenti e gli amici dell’imprenditore c’è chi punta il dito contro la struttura amministrativa: l’uomo era il gestore uscente, residente a Pordenone e partner dell’amministrazione comunale in tutti i principali eventi culturali, nella città che ospita uno dei principali festival letterari, Pordenonelegge. Insomma, tra le persone più vicine al commerciante, che era anche musicista, attore dilettante, persona conosciuta in paese, si punta il dito contro la rigida applicazione della norma.

La risposta del Comune è stata affidata al direttore generale, Primo Perosa, che pur manifestando dolore e vicinanza ai familiari per la tragedia, ha difeso l’operato dei propri collaboratori. “La procedura di gara è stata seguita in maniera ineccepibile e la mancanza del documento di identità è equiparabile, a termini di legge, all’assenza della firma, provocando l’irricevibilità dell’offerta”, ha dichiarato. “Il Comune di Pordenone è sempre stato conciliante – ha aggiunto Perosa – al punto che, in fase di predisposizione della gara, ha effettuato una perizia che riconosceva come i lavori eseguiti e gli arredi scelti in questi anni avessero garantito una miglioria al locale quantificata in circa 20 mila euro”.