“Da una patrimoniale non si può scappare. Il grande dramma economico è la delocalizzazione delle imprese. E’ necessario redistribuire la ricchezza ed è indiscutibilmente necessario migliorare la qualità di vita di chi lavora”. Questa frase pronunciata con toni autorevoli e perentori nell’ultima puntata di Servizio Pubblico (La7), non è del segretario Fiom, Maurizio Landini, né del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Si tratta dell’imprenditore Gianluca Vacchi, 47 anni, imprenditore e consigliere di amministrazione della Ima Spa, azienda leader mondiale nella produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di cosmetici, di tè, caffè ed alimentari. In realtà, la società è amministrata dal cugino Alberto Vacchi, presidente di Unindustria Bologna. “Io sono fortunato, perché in famiglia c’è qualcuno molto più bravo di me a gestire l’azienda – ha confessato l’imprenditore durante la trasmissione di Nicola Porro ‘Virus’ (Rai Due) – io sono andato fuori a sfogare un po’ la mia vena creativa”. E infatti si è avventurato in scommesse imprenditoriali di vario genere: dalla produzione di camper, agli orologi di plastica, agli oblò di lavatrici. In realtà, Gianluca Vacchi gode di indiscussa fama nella giungla di Instagram, dove il suo profilo vanta quasi 145mila follower. E’ qui che questo bizzarro dandy, un po’ lillipuziano e adornato di muscoli tatuati, delizia i suoi fan con video bislacchi. D’altra parte, il suo modello di riferimento è il patron del colosso Virgin, Richard Branson. “E’ molto simpatico Ric – afferma Vacchi – soprattutto perché non si prende sul serio. E neppure io. Ma le cose le faccio seriamente”  di Gisella Ruccia

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La produttività dipende dai settori o dalla dimensione delle imprese?

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