Anna De Toni è stata il primo direttore di gara donna ad arrivare al calcio professionistico maschile, dirigendo in Serie C, l’attuale Lega Pro, dalla stagione 2005/06. Cristina Cini la prima assistente a esordire in serie B nel campionato 2002/2003 in Triestina-Venezia e a debuttare nel campionato di serie A, nella partita Juventus-Chievo, sempre nel 2003. Insultata, poi promossa. E dal 2009 raggiunta nella massima categoria dalla collega Romina Santuari, appartenente alla Sezione AIA di Trento. Da allora poco è cambiato, anzi. In Italia, e non solo, le donne arbitro sono guardate ancora con sospetto.

Poche le presenze femminili negli organici della Commissione Arbitri Nazionale, zero in serie A. Più si scende di categoria, più sale il numero di donne presenti. In serie B, nessun direttore di gara, tra gli assistenti solo Romina Santuari, tra gli osservatori Marta Bonaria. Cresce il numero in Lega Pro con il fischietto Silvia Tea Spinelli di Terni seguita da 8 assistenti, nessun osservatore. In serie D figurano tra gli arbitri Francesca Campagnolo di Bassano del Grappa, Valentina Finzi di Foligno, Valentina Garoffolo di Vibo Valentia, Carina Susana Vitulano di Livorno, Graziella Pirriatore di Bologna, Maria Marotta di Sapri, 9 assistenti, 4 osservatori. La commissione arbitri Interregionali vede invece la presenza di 3 arbitri e 7 osservatori. Eppure dopo le direzioni di gara delle ultime giornate – e degli ultimi anni – qualcosa si potrebbe cambiare. O meglio si dovrebbe. Al di là della moviola in campo.

La proposta “rosa” arriva dall’assessora – e il femminile qui è d’obbligo – allo Sport del Comune di Milano, Chiara Bisconti: “Chiediamo a Lega Calcio e Figc di inserire arbitri donne nelle categorie professionistiche e di favorire tutto il movimento femminile nello sport” ha detto durante la seconda edizione di ‘Sport&Polis, che ha visto riunirsi allo stadio Meazza di San Siro tutti i principali protagonisti meneghini, dal Coni alle società sportive, dall’Anci alle associazioni. Una proposta concreta per la parità di genere che arriva dopo una serie di episodi spiacevoli accaduti recentemente sui campi minori: prima pallonate e spintoni all’arbitro teatino Chiara Di Fabio durante un derby di Seconda categoria, poi minacce e ingiurie, “baci e abbracci” con tanto di squalifica all’allenatore, subite da una ragazza della sezione arbitri di Lucca, in una partita della categoria Giovanissimi giocata in provincia di Pisa. Intanto da circa un mese Barbara Panizza è il nuovo presidente provinciale dell’Associazione italiana nella sezione di Ravenna, la seconda in Italia dopo Erika Facchini a Brescia, prima Presidente di Sezione donna della storia dell’Associazione Italiana Arbitri eletta nel 2008.

“In questi giorni ammiriamo le ragazze del volley e rinnovo il mio augurio per le prossime partite. Ma nello sport italiano ci sono ancora troppi tabù da sfatare – ha dichiarato Chiara Bisconti –  e il calcio in questo senso è paradigmatico. Ci sono migliaia di ragazze nel nostro paese che amano il calcio, che lo praticano con continuità. Un movimento in costante crescita che però continua a essere vessato da vecchi pregiudizi. Il caso delle arbitre è in questo senso emblematico. In molti paesi ci sono donne che possono arbitrare anche nelle serie maggiori. Perché in Italia no? Per quale motivo vengono ancora ritenute inferiori? Eppure, abbiamo ancora davanti agli occhi le ultime sviste arbitrali; perché non dare alle donne questa opportunità? Sono professioniste serie, apprezzate dagli stessi giocatori in quelle poche categorie dove è loro concesso arbitrare. Ma nessuna donna arbitra nelle categorie più importanti, a partire dalla Lega Pro. Il mio sogno è vedere un giorno una donna arbitrare il derby di Milano in serie A. È un appello che rivolgo all’associazione arbitri ma anche a tutto il governo dello sport italiano. Sarebbe un segnale nuovo, importante”. Poi ha aggiunto “E perché le grandi società di calcio non permettono alle ragazze di giocare nelle loro giovanili? Il regolamento prevede che una ragazza di 16 anni possa giocare nella stessa squadra dei 14enni maschi. Invece ancora oggi calcio femminile e calcio maschile sono separati. Educare i giovani ad abbattere le barriere di genere è un fattore fondamentale per la crescita culturale di questo paese. Le società di calcio ‘maschili’ – ha concluso l’assessora Bisconti dovrebbero integrare tra le loro fila anche le ragazze”. 

All’estero la situazione arbitri cambia, ma di poco: in Francia Stéphanie Frappart dopo tre anni in terza divisione è stata promossa in Ligue 2; in Germania Bibiana Steinhaus, ha debuttato nella stagione 2007/2008 in seconda divisione, per poi passare a dirigere le gare della Coppa di Germania e della serie B tedesca, è arrivata in Bundesliga ma solo come quarto uomo, se così si può dire; in Inghilterra nel 2010 Amy Fearn, dopo aver sostituito l’infortunato Tony Bates, ha diretto la gara di Championship tra Coventry e Nottingham per soli 19 minuti; in Brasile c’è stato l’esordio dell’assistente Fernanda Colombo Uliana nella massima serie, in Atletico Mineiro-Cruzeiro. Bella e brava. Prima insultata, poi promossa sul campo anche lei.
Bella e brava come la giovane Elena Tambini, modella 25enne di Como, definita dal Daily Mail l’arbitro più sexy d’Italia. Ha diretto lo scontro salvezza tra Paolana e San Lucido nel campionato di Eccellenza, ma ora sogna la seria A. Speriamo ci arrivi. Speriamo sia anche brava. Soprattutto.