Fra i cosiddetti “vecchi comunisti” serpeggia molta malinconia nel veder governare questi ragazzotti/e che volenti o nolenti sono nipoti di quello che un tempo era il grande partito della sinistra. La lacrima viene trattenuta a stento al pensiero dei “grandi leader” di un tempo, da Togliatti a Berlinguer, da Amendola a Natta. Ma soprattutto della politica che un tempo dove il Pci governava veniva perseguita. Purtroppo o meno male, non so, noi ambientalisti invece non abbiamo davvero un modello a cui rifarci, men che meno il vecchio Partito Comunista. Il nostro modello di governo è tutto da inventare. Ed anche la sua politica, lo ammetto.

Resta il fatto che non è un mistero che la politica del Pci non fosse attenta all’ambiente ed al territorio. Tutt’altro.

Vi racconto questo aneddoto. Un tempo, l’immediato entroterra ligure, per lo meno dall’estremo ponente a Genova Nervi era una coltivazione unica, oltre che di limoni, di arance particolari, varietà Pernambucco, cosiddetta perché proveniente dalla regione omonima del Brasile. Un tempo, ma non parlo di secoli fa, parlo diciamo fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Bene, con il cosiddetto boom economico, quelle coltivazioni sono state letteralmente annientate per far posto alle seconde case dei torinesi, in particolare. Anziché sviluppare un turismo rispettoso, basato essenzialmente su strutture ricettive quali alberghi o locande, le amministrazioni comunali varavano piani regolatori che prevedano che le aree agricole diventassero edificabili. Di che colore erano quelle amministrazioni? Quasi sempre rosso vivo o rosa (Pci-Psi). Le stesse amministrazioni che poi, non contente di consumare fertile terreno agricolo, adesso stanno occupando il mare, secondo la stessa logica del favorire. Che poi, favorire chi? I privati che si possono comprare seconda casa e/o imbarcazione da diporto. Anni fa il “rosso” Burlando, diventato poi presidente della regione, da ministro ebbe il coraggio di affermare che in Italia si doveva rilanciare la nautica da diporto. Ecco, così consumiamo il mare con i porti turistici dopo aver consumato la terra con le seconde case.

Oggi l’ennesima alluvione a Genova. Non ho volutamente sentito le dichiarazioni di gente e politici. Genova sarebbe una città da rifare in gran parte, abbattendo una parte del costruito, rinaturalizzando gli alvei, stombando i corsi d’acqua e rilasciando spazio alla sacra acqua che scorre. Chi ha governato Genova, se non il Pci un tempo ed i suoi tristi epigoni dopo? Esemplare in questi anni è stata la feroce analisi fatta sui “sinistri” (in ogni senso) in Liguria fatta da Ferruccio Sansa.

Lo so che i lettori diranno che la Democrazia Cristiana ed i suoi altrettanto tristi eredi attuali hanno fatto di peggio. Io rispondo innanzitutto con la formula dubitativa: “Hanno fatto peggio?”. E comunque non dovrebbe essere patrimonio della sinistra tutelare i beni comuni? Ed il paesaggio e l’ambiente forse non lo sono?