Una canzone può avere una storia semplice, può essere scritta, cantata e suonata nel giro di pochi minuti. Da un piccolo pensiero banale può nascere una grande hit da classifica, arrangiata in pochi accordi e spedita nel mondo a catturare e sprigionare emozioni. 

Io, te e Carlo Marx” non è questo tipo di canzone: parla di qualcosa di complicato ed ha avuto una gestazione tutt’altro che lineare e immediata. La storia da cui nasce il testo della canzone è la storia di una relazione di due anime fatte apposta per stare assieme ma in perenne contrasto emotivo e fattuale. Da una parte un musicista, un saltimbanco, un piccolo artigiano dello spettacolo che vive la sua vita tra un palco e l’altro, di città in città, con orari improbabili e la sensazione costante di non avere terra sotto i piedi. Dall’altra una giovane medico alle prese con un lavoro pieno di difficoltà, soprattutto per chi ancora non può godere di stabilità, che affronta non solo l’impegno costante di una professione che prende l’anima, ma anche le piaghe istituzionali e di sistema che affliggono il mondo della sanità pubblica italiana.

Dentro le differenze di orari, di prospettive e di semplici argomenti di discussione, le storie personali, l’educazione sentimentale e persino la genetica, c’è qualcosa che non si può spiegare e che non si può raccontare. Nemmeno con una canzone, che infatti, in questo caso, non parla d’amore. L’amore è il motivo per cui la canzone è stata scritta, ma “Io, te e Carlo Marx” non parla d’amore, parla del saperlo riconoscere, accettare e vivere. Non dice mai: “L’amore è questa cosa qui” anche perché chiunque avrebbe torto nel dire una cosa del genere. Non dice: “Sei bellissima, senza di te non sono niente” e non dice nemmeno: “Non lasciarmi mai più” che, diciamolo, sono cazzate.

Se questo è amore allora perché non goderne, perché non farlo entrare nella quotidianità, perché non viverlo appieno, senza pensare alle diversità e ai contrasti, ma anzi arricchendosi di essi.

In una società utopica e consapevole, il cantautore è in armonia con il fruttivendolo, che è in armonia con l’operaio metalmeccanico, che è in armonia con la prostituta, che è in armonia con il medico, nessuno pensa ad arricchirsi materialmente per possedere qualcosa perché nelle persone che gli stanno accanto ha già tutto quello che serve. Le insoddisfazioni, le frustrazioni e le delusioni, che ognuno di noi si trova ad affrontare, sono spesso una conseguenza di alcuni aspetti del sistema che abbiamo creato e che ora ci tengono prigionieri: le diseguaglianze sociali e l’ambizione a uno status superiore, la dipendenza da regole e schemi, l’aspettativa costante di una valutazione sul nostro operato, senza contare i modelli e i contesti di riferimento che vengono promossi da una parte dell’industria culturale.

Se questo è amore e se questa è la consapevolezza che abbiamo del mondo che abitiamo, perché allora non impegnarsi a lottare insieme, facendo sempre la cosa che si ritiene giusta, con la leggerezza di chi sa di amarsi e la decisione di chi non vuole farsi sfuggire la vita dalle mani.

Albi (Alberto Cazzola – Lo Stato Sociale)

Qui il nuovo video “io, te e Carlo Marx”, terzo estratto dal disco “L’Italia Peggiore”

Lo Stato Sociale torna in tour nei club italiani dal 31 ottobre.

Qui le date:

31/10 Rimini – Velvet Club

06/11 Milano – Alcatraz 

07/11 Padova – Geox Live Club, Gran Teatro Geox

08/11 Perugia – Urban Live Music Club

14/11 Bologna – Locomotiv Club SOLD OUT

15/11 Bologna – Locomotiv Club SOLD OUT

22/11 Torino – Hiroshima Mon Amour

28/11 Roma – Ausgang Produzioni c/o Atlantico Live Club

29/11 Brindisi – Dopolavoro

06/12 Firenze – Auditorium Flog

12/12 Catania – Barbara Disco Lab