Copertina di Maurizio Crozza, che apre la nuova puntata di “Dimartedì” (La7), menzionando l’incontro tra Matteo Renzi e i sindacati:Si sono visti stamattina un’oretta, tanto non c’era niente da discutere, solo un paio di minchiatine. Se avessero tirato fino alle 10, avrebbero potuto riscrivere la Costituzione. Nel mio condominio, invece, per decidere di sostituire la grondaia, andiamo avanti per mesi. L‘incontro era più uno ‘speed date’. Ma poi” – continua – “alle 8 del mattino le sinapsi di un italiano medio riesconoa concepire solo una cosa: il caffè. Magari sul caffè un accordo l’hanno anche trovato. Sul resto buio totale, si è capito subito”. E aggiunge: “Infatti, appena è arrivata, la Camusso ha appeso il cappotto sulla Madia e discuteva di ammortizzatori sociali con l’attaccapanni. Renzi vede sempre il bicchiere mezzo pieno, la Camusso invece glielo tirerebbe in testa, meglio pieno, in ghisa”. Crozza quindi veste i panni di Susanna Camusso, che si rivolge a Guglielmo Epifani, ospite in studio: “Ti ricordi delle nostre concertazioni bellissime? Gli accordi iniziavano a giugno e finivano quando c’erano le castagne. Una volta entrammo con le espadrillas e in costume e siamo usciti che c’era la neve. Epifani mi prestò il poncho degli Intillimani, che ancora uso come plaid sul divano quando guardo Santoro“. Il comico ligure poi imita Pierluigi Bersani che si esprime sulla fiducia in bianco: “Ragazzi, si questo passo perdiamo tutti gli iscritti. Ne abbiam persi 400mila. Ormai di tessere ce ne ha più Sky, che tra l’altro rispetto al Pd c’ha anche più contenuti. Ragazzi, non è che se mungi le vacche cinesi, vien fuori il latte di mandorla“. Crozza infine si trasfigura in Matteo Renzi e, a proposito dei “compiti” richiesti da Angela Merkel, cita il celebre carosello del detersivo “Bio Presto”, interpretato negli anni ’70 dal musicista jazz Franco Cerri: “Mi criticano perché chiedo fiducia su testo che non è chiaro: ma come, è bianco che più bianco non si può. Nooo. Non esistono leggi impossibili, esistono solo sindacati sbagliati. Con “Io presto” sono tutti a 90 gradi