Il prossimo 8 ottobre, a pochi giorni dalla fine del mandato, la Commissione Ue presieduta dal portoghese Jose Manuel Barroso potrebbe adottare una decisione senza precedenti e autorizzare l’erogazione di aiuti di Stato alla costruzione di due reattori nucleari ad Hinkley Point, nel Regno Unito.

La notizia, riportata dallo Spiegel, indica che il  gigante francese dell’elettricità Edf potrebbe ricevere dai contribuenti britannici sussidi per 35 anni, attraverso un prezzo fisso per l’energia prodotta dalla nuova centrale, pari a 92,5 sterline per Mw/h (118 Eur), ovvero due volte il prezzo corrente dell’elettricità in Gran Bretagna. Questo sussidio permetterebbe la costruzione di due reattori del costo di circa 17 miliardi di sterline (21 Ml Eur). Edf beneficerebbe inoltre di una garanzia pubblica in caso di default e di un accordo che la indennizerebbe nel caso il Regno Unito decidesse, come hanno fatto Italia e Germania, di uscire dal nucleare.

La Commissione aveva aperto un’indagine lo scorso 18 dicembre, rilevando l’incompatibilità dell’aiuto del Regno Unito con le regole europee sugli aiuti di Stato. Il 17 settembre, tuttavia, a seguito di incontri con il ministro inglese dell’energia, Ed Davey, il Commissario spagnolo per la concorrenza Joaquin Almunia avrebbe fatto un’inversione di marcia e proposto agli altri Commissari di adottare una decisione favorevole, nelle ultime settimane del mandato.

L’organizzazione ambientalista Greenpeace ha reagito duramente alla notizia. Il consigliere giuridico a Bruxelles, Andrea Carta, ha commentato: “Se approvasse questo piano, la Commissione uscente lascerebbe Bruxelles su un’auto in fuga dopo il colpo del secolo. I contribuenti dovranno pagare per una delle centrali più costose al mondo, e sopportare i rischi che l’energia nucleare comporta, mentre Edf rastrella sussidi. Questo avviene mentre i maggiori istituti finanziari raccomandano di investire nelle energie rinnovabili. che sono la migliore risposta al cambiamento climatico. I Commissari devono riflettere bene sulle conseguenze di questa decisione e respingere al mittente la proposta di Almunia e Barroso”.

Nelle intenzioni dell’industria, il provvedimento dovrebbe creare un precedente per la rinascita del nucleare in Europa, deviando risorse che potrebbero essere altrimenti destinate allo sviluppo delle energie rinnovabili. Per questa ragione, diversi commissari europei, fra cui il tedesco Oettinger (titolare del portafoglio energia), sarebbero orientati a respingere la proposta. Non è nota, al momento, la posizione del Commissario all’Industria Nelli Feroci. La posizione del Commissario italiano potrebbe tuttavia risultare determinante in una Commissione spaccata sulla decisione.

Oltre alle problematiche ambientali legate al nucleare, un sussidio come quello che il governo britannico vorrebbe offrire ad Edf avrebbe un effetto distorsivo della concorrenza nel mercato interno dell’elettricità, restaurando monopoli nazionali che il diritto Ue aveva iniziato a scalfire.

La decisione incontra anche l’opposizione di alcuni Stati membri: l’Austria, attraverso un comunicato della Cancelleria, ha fatto sapere che potrebbe attaccare la decisione davanti alla Corte di Giustizia. Nel frattempo, il quotidiano inglese Guardian ha diffuso la notizia che due degli ispettori britannici incaricati dell’autorizzazione del progetto percepiscono una pensione da parte di Edf, sollevando il dubbio che conflitti di interesse abbiano condizionato le valutazioni sulla sicurezza.