Lui l’aveva soprannominata “la stronza”. Quella malattia infame non lo faceva parlare, se non per mezzo di un sintetizzatore vocale. Era il 5 settembre 2008 e Stefano Borgonovo annunciò di essere stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Anche lui, come Lauro Minghelli, Adriano Lombardi, Albano Canazza, Piergiorgio Corno e Gianluca Signorini aveva dato vita alla Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, che continua a sostenere la ricerca per vincere “la stronza”.

Per raccogliere fondi l’8 ottobre 2008 allo stadio Artemio Franchi di Firenze, Fiorentina e Milan disputarono una amichevole. Nello stesso anno gli venne conferito l’Ambrogino d’Oro. Stefano Borgonovo lottò senza mai arrendersi, come faceva da calciatore con la maglia di Como, Milan, Fiorentina, Pescara e Brescia, tra le altre. Fino al 27 giugno 2013 quando chiuse gli occhi per sempre nella sua città natale, Giussano.

Oggi Milano intitola il campo di calcio del parco di via Verga, in zona 7, alla memoria dello sfortunato giocatore. “L’Amministrazione rende il giusto omaggio a un grande calciatore e a un uomo straordinario – dichiara l’assessora allo Sport Chiara Bisconti – un gesto dovuto da parte di una città che Borgonovo aveva molto amato e che lo ha seguito con passione durante la sua permanenza al Milan ma ancora di più quando diventò l’emblema della lotta contro una malattia che ancora non sappiamo sconfiggere. Il mio ringraziamento personale, oltre che alla sua splendida famiglia, va al consigliere Alessandro Giungi che in questi mesi si è prodigato affinché venisse riconosciuto a Borgonovo questo tributo”.

Questa la targa che sarà apposta in sua memoria: Stefano Borgonovo (17.03.1964 – 27.06.2013), fu un grande calciatore della Nazionale azzurra, e  un  grande  uomo, che  lottò fino alla  fine contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, da lui soprannominata “la stronza”, senza mai arrendersi.  Questo campo di calcio viene dedicato alla sua memoria dalla città di Milano, in mezzo a un parco, per ricordare Stefano in un luogo che rappresenta il suo amore per la vita e per il gioco del calcio. “Io, se potessi, scenderei in campo adesso, su un prato o all’oratorio. Perché io amo il calcio”. Stefano Borgonovo.

Foto Fondazione Stefano Borgonovo Onlus