Onore a Daniel Martin che con furbizia ha messo in fila una sfilza di campioni e vinto il Giro di Lombardia. Ma la maledizione italiana continua. Per il sesto anno i corridori italiani non conquistano una Classica Monumento. Parliamo delle cinque corse più prestigiose del calendario internazionale: Milano – Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi – Roubaix, Liegi –Bastogne – Liegi e il Giro di Lombardia. Proprio quest’ultimo, giunto all’edizione numero 108 conclusasi a Bergamo, andato all’irlandese della Garmin ha prolungato un’astinenza “tricolore” che dura dal 2008 quando Damiano Cunego vinse in suo terzo Lombardia. Il neo campione del mondo Michał Kwiatkowski, colto da crampi a dieci chilometri dal traguardo, non ha potuto emulare i sei che sono riusciti nell’impresa di vincere la “classica delle foglie morte” in maglia iridata Alfredo Binda, Tom Simpson, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Giuseppe Saronni e Oscar Camenzind.

I crampi di Kwiatkosky non sono stati casuali perché i 256 chilometri da Como a Bergamo sono stati condotti a velocità folle e lo strappo finale ha fatto il resto, ossia ha selezionato i dieci uomini che si sono giocati fino all’ultimo la vittoria. Gilbert, Valverde, Joaquim Rodríguez, Rui Costa, Aru, Samuel Sanchez erano clienti davvero ostici ma Daniel Martin, anticipa tutti ai 600 metri dall’arrivo e arriva a braccia alzate davanti a Valverde e Rui Costa. Un “risarcimento” per Martin che alla Liegi-Bastogne-Liegi era caduto all’ultima curva quando sembrava involarsi, l’ennesima occasione persa per Valverde, che era il più veloce e che comunque sorride per la conquista della classifica a punti dell’Uci. L’Italia non ha più i corridori per vincere le corse di un giorno ma nessun successo in trenta classiche d fila, non è mai successo nella nostra storia e, cosa ancora più grave non si vedono “profeti” all’orizzonte. Un omaggio all’Italia lo regala un signore che dopo una splendida carriera saluta il gruppo ringraziando il nostro Paese che lo ha formato ciclisticamente e amato. Cadel Evans era all’ultima grande corsa in Europa perché a febbraio si ritirerà in Australia, la sua terra dove in pratica inizierà con Tour Down Under la stagione 2015. Dopo arriverà la primavera e come sempre, a marzo, c’è la Sanremo e da lì ricomincerà la nostra caccia al successo scacciacrisi.