Il messaggio è arrivato forte e chiaro. Non siamo governati dall’ala rutelliana della Margherita, come pensava ottimisticamente qualcuno. Renzi non cerca di tenere in piedi il carrozzone del Pd, la cui minoranza considera, giustamente, una palla al piede, anzi una palla tout court. Al contrario, procede per strappi successivi, incurante del merito, di cui del resto è ignaro, con due obiettivi molto chiari, uno esterno e uno interno. L’obiettivo esterno, quasi obbligato, è negoziare con l’Europa un po’ di flessibilità, sacrificando il feticcio dell’articolo 18 per conseguire ciò che manca a lui e all’Italia come paese: la credibilità. Viviamo dei mercati che comprano il nostro crescente debito pubblico: e Renzi è il più internazionalmente credibile dei nostri politici, pensate come siamo messi.

Più interessante è l’obiettivo interno: creare un grande partito personale di centro, anche se ‘partito’ non è più la parola giusta. La polemicuzza di questi giorni sullo svuotamento delle sedi del Pd rende solo più banale la constatazione che viviamo nella cosiddetta democrazia del pubblico: a che servono più partiti e sindacati quando i voti si ottengono sparando bugie in televisione? La tournée americana di Renzi, culminata con l’abbraccio all’impresentabile Marchionne, significa proprio questo. Il Pd sta stretto al leader, ma certo non se ne andrà lui: semmai gli altri, il vecchio apparato, lui si tiene ben stretta “la ditta” di bersaniana memoria, il comitato elettorale dal nome veltroniano programmaticamente aperto a tutti i “democratici”, anche fra virgolette.

Quel che non riesco a capire, invece, è la reazione degli oppositori. Anche criticarlo, ormai, ottiene il solo risultato di legittimarlo dinanzi ai mercati, agli investitori esteri e, di riflesso, all’Europa. Chi vuole provare a fare opposizione – quel che resta della sinistra, i grillini, chi si batte per i diritti civili – farebbe meglio a mostrare di aver capito il gioco e a smettere di prenderlo sul serio. Lasciategli fare il lavoro sporco con l’Europa – anche voi, al suo posto, fareste altrettanto – e organizzatevi per l’alternativa. Ma basta con i partitini di sinistra, per favore. Piuttosto, un movimento non ideologico, con i piedi sui territori ma la testa nel mondo, fatto di gente che sa di cosa parla ed è capace di proposte concrete. E, se posso dirlo, con una leader donna: l’opposto dalle tante sciacquette adoranti che attorniano il Capo.