Diego Della Valle, che nei giorni scorsi ha lanciato il guanto di sfida a Matteo Renzi, è ospite della seconda puntata di Servizio Pubblico. Pochi giorni fa l’attacco al premier: “È un sòla, non ha mai lavorato”. Nel corso della trasmissione di Michele Santoro, intervengono anche l’ex ministro della Giustizia Clemente MastellaLuigi De Magistris, il sindaco di Napoli sospeso dopo la condanna per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Why Not

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Santoro a Renzi: “La droga di Napoli fa parte del Pil”
Editoriale di Michele Santoro che apre la seconda puntata di Servizio Pubblico con il sottofondo sonoro “Il muro del suono” di Ligabue. E osserva: “Non ci posso credere. Il nostro presidente del consiglio, con tutto quello che da fare per l’Italia, l’Europa e il mondo, trova anche il tempo per guardare la nostra trasmissione su Napoli. Ha detto: ‘Sappiamo che ci sono rapine e traffico di droga, ma l’Italia è un’altra cosa””. Santoro però non crede che Renzi abbia visto realmente la scorsa puntata di Servizio Pubblico: “L’avranno vista i collaboratori del premier. E i suoi collaboratori, che sanno tutto di Giotto e di Michelangelo, ma non hanno mai messo piede in una piazza di spaccio”. E aggiunge: “Quel ritornello dell'”Italia Paese più bello del mondo” mi ricorda Forza Italia”. Il conduttore di Servizio Pubblico poi sottolinea: “Napoli è la provincia più giovane d’Italia coi suoi 3 milioni di abitanti. E quei giovani “delinquenti” contribuiscono al Prodotto interno lordo del nostro Paese. Papa Francesco” – continua – “lo chiama Stato sociale, il ministro Padoan invece lo chiama spesa pubblica. La droga fa parte del Pil, non è uno scherzo. Quei giovani delinquenti contribuiscono al Pil del nostro Paese. E’ meglio tenersi questo Pil sporco ma attivo o spendere soldi per reintegrare questi ragazzi?”. E conclude, rivolgendosi a Renzi: “O accende il cerino oppure deve dire, come i suoi predecessori, che quei giovani non esistono, non sono mai esistiti e per questo l’Italia è bellissima” (GUARDA IL VIDEO)

La protesta contro la Bce a Napoli e la festa del Pd a Firenze
Renzi e i poteri forti: amici o nemici? È il giorno il vertice della Bce a Napoli: “La vita non ci basta, vi aspettiamo tutti quanti in piazza. Viviamo nel letame, questo è l’assalto alla Bce”, canta un rapper dei centri sociali napoletani, movimentati per la manifestazione contro il vertice con lo slogan #BlockBCE e al grido “Jattevenne”. Qualcuno afferma: “Il 2 ottobre vi aspettiamo tutti quanti in piazza a rappresentare, ché l’antifascismo si deve mostrare”. E una ragazza dichiara: “Ho 27 anni, sono laureata e lavoro in nero. Oggi vivo in una casa occupata con altre 20 persone”. Napoli si prepara alla contestazione. “Meno banche, più case”, “Napoli libera”. Per le strade qualche scontro con le forze dell’ordine e tanto malcontento, ma la protesta non sfonda. In contrasto, vengono mostrate le immagini della Festa dell’Unità di Firenze, qualche giorno prima. Arriva Maria Elena Boschi ed è accolta come una celebrità con capannelli di curiosi a caccia di un selfie. “Così domani la faccio vedere ai colleghi che non mi credono” racconta un militante, mentre una signora più anziana rilancia: “Se l’avrei fatto per la Bindi o la Turco? Forse no, ma lei è più bellina”. Ma i militanti del Pd si infuriano quando il conduttore sul palco chiede al ministro Boschi se sia single o no (GUARDA IL VIDEO)

Della Valle su Renzi: “Gli dissi: ‘Pensa al Pd e non fare il premier'”
“In questi giorni sono partiti all’attacco molti pitbull della comunicazione. Vogliono che io mi occupi di altro”. Sono le parole di Diego Della Valle, che aggiunge: “Negli ultimi due anni si è costruito il mio rapporto con Renzi; è sempre stato un ragazzo corretto, simpatico. Un ragazzo giovane, ma vecchio politico. Scafato, uomo di mondo, politico navigato. Tutte le volte che mi ha chiesto di vederci, per chiedermi consigli, ho sempre accettato”. E rivela: “I consigli che gli davo io erano: ‘Occupati del partito, non fare il Presidente del Consiglio, lascialo fare a Letta, fatti un po’ di esperienza. Preparati una bella squadra, fatti un’agenda internazionale, poi vai al voto e se vinci avrai un Paese da gestire'”. L’imprenditore rincara: “Ho visto dire ‘Enrico stai sereno’ e dopo qualche giorno vederlo mandare a casa. Era importante che si facesse una squadra di governo preparata. Se escludete alcuni casi, molte persone non sono adeguate. Molti sono partiti da paesetti vicino a Firenze, sono arrivati a Milano e sono stati messi in quei posti solo per l’amicizia con Renzi. Quelli di prima erano peggio, oggi abbiamo bisogno di gente preparata. Con quelli carini ci andiamo a cena” (GUARDA IL VIDEO)

Della Valle: “Berlusconi finalmente si gode la vita, mentre Renzi governa”
“Berlusconi finalmente si gode la vita, facendo il presidente mentre Renzi governa”. E’ la critica mossa da Diego Della Valle nei confronti del premier. E sottolinea: “Il problema grosso per noi oggi è la credibilità internazionale. Mangiarsi quel gelato a Palazzo Chigi non so se ha aiutato la nostra credibilità internazionale o se ci ha fatto sembrare dei buontemponi che sono bravissimi quando c’è da scherzare e non quando ci sono cose serie da fare. Quella roba ci ha fatto malissimo”. L’imprenditore rincara: “Come risolverà i problemi dell’Italia? Con un tweet dall’aereo presidenziale? Renzi ha detto una tonnellata di cose, ma non ha ottenuto nulla. Sarei contento che oggi ci fosse stato un trionfo di accoglienza per Renzi in Inghilterra. Dire 4 cose, prendere l’aereo di Stato e tornare a casa senza aver deliberato nulla è un dramma”. Sul Tfr in busta paga, Della Valle osserva: “Il Tfr è una garanzia per la vecchiaia, è un aiuto per i figli. Far spendere quei soldi prima, mi preoccupa. Non mi piace. Ma non avevamo detto che avremmo tagliato i costi, la burocrazia? Articolo 18? Io sono vittima dell’articolo 18 nella mia azienda. È questo il momento di fare una finta guerra sull’articolo 18? In questo governo tutto è mediatico”. E aggiunge: “Smontare Renzi non è un divertimento. Lui sta diventando un pericolo. Renzi è andato in tilt. Il 40% dell’Europee non è un risultato che appartiene tutto a lui. La Boschi? Ragazza perbene ma completamente inadatta. Verdini? Tutti sanno chi è” (GUARDA IL VIDEO)

Fornero: “Art. 18 e flessibilità? Ce n’è già troppa, è un pericolo”
In Italia la disoccupazione giovanile tocca il 44% e le ricette degli ultimi governi non sono riuscite a mettere una pezza all’emorragia di posti di lavoro. Sul banco degli imputati, per lungo tempo, c’è stata Elsa Fornero, ministro del Lavoro del governo Monti, che oggi analizza la situazione del mercato e le mosse di Renzi. “Oggi i datori di lavoro sul tempo determinato hanno tutta la flessibilità che vogliono” mette in guardia “e questo lavoro rischia di non essere produttivo perché non si investe nelle persone, è un circolo vizioso”. E poi sull’articolo 18: “Non capisco perché eliminare il ricorso al giudice: si parla di licenziamenti illegittimi su motivi manifestamente infondati”. L’intervista di Giulia Innocenzi (GUARDA IL VIDEO)

Renzi e il suo fotografo ufficiale: il paparazzo Barchielli
Renzi, la moglie Agnese e Maria Elena Boschi negli ultimi mesi hanno dominato le pagine dei rotocalchi, come e più dei divi della tv, tanto da insinuare in alcuni il sospetto che le foto non siano state “rubate”. “Sono vip, fanno il loro interesse, e le foto sono concordate” racconta una signora fiorentina vedendo gli scatti su “Chi”, vero e proprio tormentone dell’estate. Al circolo ARCI Isolotto di Firenze, tuttavia, Andrea Casadio scopre qualcosa di singolare. “So chi le ha scattate” racconta Vincenzo Sarmiento, padre di Renato, celebre paparazzo, “è un collega di mio figlio che adesso fa il fotografo di Renzi”. E come ci è arrivato? Paola Bacchiddu raccoglie un’ulteriore confidenza: “Ha detto a mio figlio che ha avuto lo scoop di culo, e finché c’è Renzi…”. L’attività ufficiale come fotografo di Palazzo Chigi, tuttavia, non è l’unica di Tiberio Barchielli: è anche il direttore di un sito legato a un’agenzia fotografica, Gossip Blitz, che vende foto ai rotocalchi. Nel finale, durante l’intervista di Casadio, Barchielli va nel pallone e perde la strada per Palazzo Chigi (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “Renzi e la corte dei banchieri”
Editoriale di Gianni Dragoni, che osserva: “Grandi fondi speculativi sono attratti dalle aziende pubbliche che si possono privatizzare; secondo alcuni banchieri potrebbe essere conveniente. Il primo ministro Matteo Renzi vorrebbe che gli investimenti strainieri arrivassero anche qui in Italia. E qualche giorno fa, molti importanti dirigenti internazionali e nazionali si sono incontrati proprio in Italia. Molti di questi banchieri, infatti, erano presenti sabato al matrimonio di Marco Carrai, il braccio destro di Renzi: Viola di Mps, Cimbri di UnipolSai, Tronchetti Provera”. E sottolinea: “Renzi dice di temere i poteri forti. E ha un piano di privatizzazioni per 30 miliardi di euro” (GUARDA IL VIDEO)

Della Valle: “Poteri forti? Io li combattevo, Renzi da scout cantava intorno al fuoco”
Diego Della Valle puntualizza: “Non ero il consigliere di Renzi, ma quando mi è capitato gli ho dato dei consigli”. Poi affonda la lama: “Io ero in trincea contro i veri poteri forti, i vari Cuccia, Romiti, mentre Renzi cantava intorno al fuoco vestito da boyscout. Io ero in trincea contro i veri poteri forti, i vari Cuccia, Romiti, mentre Renzi cantava intorno al fuoco dei boyscout”. E aggiunge: “Renzi dovrebbe sapere che la gente è piena di dignità, ma ha i frigoriferi vuoti. Quella degli 80 euro è stata una boutade mediatica”. L’imprenditore poi propone un referendum per verificare in Italia le famiglie di “sfaticati e di opportunisti”, come quella di Marchionne, sul quale osserva: “Credevo avesse caricato la Duna e avesse salutato Torino per sempre. E invece no”. E aggiunge: “Renzi è inebriato dal volo di Stato, forse non sa nemmeno quanto costa. E’ andato in Silicon Valley per fare una gita. Doveva portarsi dietro gli imprenditori e creare dei tavoli di lavoro. In realtà, l’orgoglio italiano lo trovi solo se incontri un migrante al parcheggio. Questo non è un establishment dei poteri forti, ma delle ginocchia mosce” (GUARDA IL VIDEO)

L’appello di Della Valle: “Ragazzi, non è vero che è l’ultima spiaggia”
“Ragazzi, non è vero che è l’ultima spiaggia. Dobbiamo vigilare e avere la forza di dire che devono andare a casa”. E’ l’appello finale di Diego Della Valle, che prima continua le sue critiche all’operato di Renzi: “Un patto tra il premier e Berlusconi per spartirsi il Colle e, forse, la Rai? Renzi e Verdini sono due persone pragmatiche, non hanno a cuore il Paese. Per loro è un’occasione ghiotta”. E aggiunge: “Caro Renzi, non ti daremo i 1000 giorni, facci vedere il programma e se non va bene, vai a casa. Ma non credo che Renzi faccia un passo indietro. Se presenta un piano serio, vero, utile al Paese, con date certe; se fa un piano industriale sul turismo, se instaura un rapporto civile con la classe politica, allora rimarrà altrimenti va a casa. Se non lo fa ” – continua – “Napolitano ci deve dire perché ha mandato a casa Berlusconi, Monti, Letta. Le opportunità ci sono eccome”. Poi sottolinea: “Renzi non mi ha mai chiesto un aiuto economico. E io mai gli ho chiesto di aiuti per Italo” (GUARDA IL VIDEO)

Manifestanti contro la Bce: “I governi sono responsabili della precarietà”
In collegamento da Napoli, Sandro Ruotolo dà voce ai ragazzi che hanno protestato contro la Bce. Una manifestante non si definisce delusa dalla scarsa affluenza: “Da qualche parte bisogna iniziare. Numeri non gloriosi, ma una parte di questa città vuole ribellarsi alle politiche di sfruttamento dei lavoratori che sta adottando il governo Renzi” (GUARDA IL VIDEO)

Protesta contro Bce a Napoli: gli scontri tra manifestanti e polizia
Le immagini di Servizio Pubblico raccontano la manifestazione di Napoli contro il vertice Bce. Una manifestazione che ha avuto diversi momenti di tensione (GUARDA IL VIDEO)

Bernard Bailly: “Come stanno le cose nel lavoro italiano”
La testimonianza di Bernard Bailly, proveniente dal Burkina Faso ed ex dipendente della Dielle, che si occupa del recupero di rifiuti plastici. “A volte, tra i rifiuti, trovavamo siringhe e materiale ospedaliero” – rivela il ragazzo – “Non eravamo adeguatamente attrezzati. Lavoravo per una cooperativa ma era l’azienda che decideva tutto, dagli orari al permesso di andare in bagno. Otto ore di lavoro giornaliera, puoi andare in bagno una sola volta nella pausa. Erano i capi a decidere quando potevamo timbrare. E la cassa integrazione non c’era”. E aggiunge: “Quando non lavori come dicono loro, ti mandano via. Ci dicevano anche “negri di merda”. un certo punto abbiamo deciso di ribellarci. Ci sono stati arresti e processi per direttissima. E ora i lavoratori sono in sciopero da più di 4 mesi”. Ma puntualizza: “Gli italiani dicono che noi rubiamo il lavoro, ma gli italiani sono stati immigrati in passato. Molti non accettano il lavoro che faccio io” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “De Magistris: chi ha perseguitato chi”
Editoriale di Marco Travaglio che ripercorre la vicenda di Luigi De Magistris, dal 2005 in poi: “Nel 2005 l’ex presidente di giunta della Calabria Chiaravalloti disse su De Magistris: ‘Lo dobbiamo ammazzare’. De Magistris stava indagando sulle ruberie di miliardi pubblici per formazione professionale e depuratori. Ci furono 117 interpellanze parlamentari, gli ispettori in ufficio, i trasferimenti: De Magistris è isolato”. Il condirettore de Il Fatto Quotidiano poi sottolinea: “Ad Annozero abbiamo parlato di un fatto nuovo: tutti contro un magistrato. Non abbiamo detto che De Magistris aveva ragione, ma abbiamo raccontato un fatto che non si era mai visto. E si scatenò la reazione della società civile a Catanzaro con l’associazione “Ammazzateci tutti”, nata perché De Magistris finisse le sue indagini”. E aggiunge: “A De Magistris hanno scippato tre inchieste su tre. Ora Mastella si sta prendendo la rivincita e tuona: ‘Why Not ha cambiato la storia politica italiana'”. Travaglio cita anche il quotidiano Libero e Rutelli. Ma spiega che Mastella si dimise 4 mesi dopo e non per l’inchiesta Why Not, ma per un’altra inchiesta che portò all’arresto della moglie, consuocero e fedelissimi dell’ex Guardiasigilli del governo Prodi. Travaglio difende anche Genchi, condannato insieme a De Magistris una settimana fa, e spiega la vera natura del suo lavoro di consulente informatico: “Ricordate la profezia di Chiaravalloti? “De Magistris passerà la vita a difendersi”. Bene, l’han condannato a Roma in primo grado per abuso d’ufficio, e sospeso da sindaco per la legge Severino. Condannato anche il suo consulente Genchi. Che faceva Genchi? Secondo i giornali, intercettava illegalmente politici e conservava milioni di file illegali in un archivio illegale con metodi illegali.”. E precisa: “Primo. Il metodo Genchi è servito alle indagini su Capaci e via d’Amelio, e per questo gli hanno dato medaglie. Secondo. Genchi non ha mai intercettato nessuno. Terzo. La condanna riguarda i tabulati di 8 deputati, tra cui Prodi, Mastella e Rutelli, usati senza chiedere l’autorizzazione della Camera. Ma, per farlo, uno avrebbe dovuto sapere che il tabulato corrispondeva al telefono di un deputato”. Travaglio osserva: “Ma se il telefono è intestato alla Camera e lo usa un funzionario, un portaborse, o la moglie del deputato? Per usare i tabulati dei deputati devi quindi chiedere l’ok; ma per farlo devi sapere che il telefono lo usa il deputato, come fai a sapere che lo usa il deputato senza il tabulato?”. E continua: “Il vero abuso di De Magistris è non essere un medium: doveva capire che erano numeri di onorevoli” (GUARDA IL VIDEO)

Mastella: “Io non c’entravo un cacchio. De Magistris non è un eroe”
“Sono sereno. Io non c’entravo un cacchio con le vicende per cui sono stato tirato in ballo. Infatti il gip mi ha prosciolto. Non c’erano elementi”. Così si difende Clemente Mastella alle parole di Marco Travaglio. “De Magistris non è un eroe” – continua – “ha messo alla gogna molte persone con le sue iniziative. È uno che chiedeva tabulati senza autorizzazioni. La Cassazione ha detto che De Magistris faceva le cose con grande enorme approssimazione. Ha sbagliato, altro che poteri forti. De Magistris sta facendo un casino dopo la condanna, è pazzesco” (GUARDA IL VIDEO)

Il parere dei napoletani su De Magistris
”Sindaco dimettetevi, perché Napoli non fa per voi”. Nel giorno della sospensione di Luigi De Magistris da primo cittadino, i pareri incrociati dei napoletani intervistati da Sandro Ruotolo. C’è chi continua a sostenerlo e dichiara: “Adesso che sta in disgrazia gli avvoltoi stanno pronti a dire: De Magistris te ne aiii.. E chi adda veni?”. Qualcun’altro invece è contro di lui: ” Può essere che sia stato condannato dai poteri forti, ma la legge vale per tutti anche per un ex magistrato” (GUARDA IL VIDEO)

De Magistris: “E’ un mondo alla rovescia. Mastella potrebbe fare il pm”
Luigi De Magistris, in collegamento da Napoli, si difende, esordendo così: “Piuttosto che tra i poteri forti di Renzi e DellaValle, preferisco stare tra i ragazzi di Scampia. Ci sono infatti tre vittime della Bce oggi: la città di Napoli, le forze dell’ordine e i giovani”. E aggiunge: “Io nomi e cognomi li ho fatti. Forse per quello pago ancora oggi. Sono stato sentito 93 volte dai magistrati di Salerno. Non rispondo a Mastella, non voglio fare polemica. La sua iscrizione era un atto dovuto, lo hanno detto i magistrati di Salerno. Ma è un mondo alla rovescia: gli accusati diventano accusatori. Mastella potrebbe fare il pm”. Poi afferma: “Non ho mai attaccato la magistratura. Sono sottoposto da anni al controllo della magistratura. Sono l’unico sindaco italiano indagato per le buche stradali. Credo all’autonomia della magistratura. Credo di aver subito un’ingiustizia clamorosa. Impugnerò la sospensione. Dimissioni? Sono stato condannato, sono stato sospeso da sindaco, ora mi si dice anche di dimettermi. Rispetto gli effetti giuridici della legge” – continua – “ma ho visto fare le peggiori nefandezze da persone interne alle istituzioni. Le dimissioni sono un fatto etico. Rispetto la magistratura, nella mia vita ho sempre fatto il mio dovere. Io farò il sindaco per strada, anche se formalmente sospeso. Continuerò a esercitare le mie funzioni di sindaco fino alla fine del mio mandato. Voglio continuare a essere un servitore dello Stato” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “De Magistris dovrebbe dimettersi, farebbe un figurone”
“La legge Severino è chiarissima, la sospensione è un atto dovuto. De Magistris dovrebbe dimettersi”. Sono le parole di Marco Travaglio, che aggiunge: “Farebbe un figurone perché è un atto del tutto insolito. Peraltro, lui non è accusato di aver rubato, ma di aver autorizzato il suo consulente tecnico ad acquisire i tabulati” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio vs Mastella: “De Magistris doveva finire le sue inchieste”
Rovente polemica in studio tra Marco Travaglio e Clemente Mastella sul caso De Magistris. Mastella accusa: “Io mi dimisi, De Magistris no. È un problema suo. Che De Magistris sia stato condannato non me ne frega niente. Mi ha trattato come San Sebastiano: mi ha infilzato. Non è un eroe del bene. È uno che ha fatto una serie di cazzate. Secondo De Magistris ero iscritto alla loggia massonica di San Marino. Lui si è occupato di me dopo che io ho chiesto il suo trasferimento”. Travaglio replica a un Mastella contrariato: “Non sapremo mai se De Magistris era un bravo pm o meno: gli hanno scippato tre inchieste, che ha concluso un altro pm. De Magistris doveva finire le sue inchieste” (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: Renzi “boy scout” in tutte le salse
Gran finale con le vignette di Vauro che propone diverse prospettive del premier Matteo Renzi nelle vesti di boy scout (GUARDA IL VIDEO)