Ha aperto il festival di Locarno e ora che è nelle sale Lucy di Luc Besson, con Scarlett Johansson e Morgan Freeman ha conquistato il box office. Il film, uscito lo scorso weekend, ha superato i 2 milioni e mezzo di incasso. Scarlett, che a novembre compirà 30 anni, da tre settimane è diventata mamma di Rose Doroth (nata il 4 settembre a New York), avuta con il giornalista francese Romain Dauriac.

La Johannson è stata un’aliena in Under the skin, un sistema operativo in Her e più volte la supereroina Vedova nera, da Iron Man 2 a Avengers: Age of ultron in arrivo nel 2015. Ora la nuova trasformazione fantasy si deve a Luc Besson, che l’ha resa una sorta di letale semidea, in continua evoluzione. “La prima idea per Lucy mi è venuta molto tempo fa, ritrovandomi a parlare con una scienziata specializzata nello studio di cellule cancerogene. Abbiamo discusso per ore, era un tema affascinante – ha detto il regista nelle interviste -. Lei e altri scienziati mi hanno spiegato che abbiamo nel nostro corpo centinaia di miliardi di cellule che comunicano tra loro. Ognuna manda mille segnali per secondo. Il web non è niente al confronto. Mi ci sono voluti un po’ di anni per raccontare una storia in cui ci fosse il giusto equilibrio tra la realtà e la fantasia”.

Un lavoro, quello sul film, durato nove anni che ha portato ad unire agli elementi del thriller e del fantasy, una spruzzata di filosofia e metafisica. Al centro di tutto c’è Lucy, studentessa che lavoricchia come modella a Taipei. Tra una festa e l’altra finisce nei traffici di un clan di spacciatori e dopo aver rischiato di essere uccisa, si risveglia un giorno con un taglio sull’addome. Scopre che le è stata impiantata una nuova rivoluzionaria droga che inizia ad andare in circolo nel suo corpo. La sostanza le fa acquisire poteri sempre più straordinari (dalla forza fisica alle capacità telecinetiche e intellettive), legati al crescente controllo che ha del suo cervello. La sua ricerca di vendetta e giustizia, tra sparatorie, inseguimenti, rapimenti e nemici sempre più numerosi, si unisce alla necessità di trovare una via di salvezza prima che il suo corpo non riesca più a reggere tanta inaspettata potenza. ‘

“Quello che mi ha interessato di più del film è recitare un personaggio che è in una costante fase di transizione – ha spiegato Scarlett Johansson -. Più la droga va in circolo, più Lucy perde la capacità di empatia e di provare dolore. Così, anche se può immergersi profondamente nella memoria di qualcun altro e controllare le persone, perde via via la sua capacità di giudizio e di opinione. È stato interessante. Per non rendere la mia performance piatta e monotona bisognava evidenziare le emozioni dietro le sue azioni”.