UnipolSai è citabile come responsabile civile nel processo che vede imputato Salvatore Ligresti, l’ex patron dell’omonima galassia assicurativa, accusato di aggiotaggio manipolativo in relazione alla compravendita di azioni della holding Premafin da parte di due trust off-shore con sede alle Bahamas. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale di Milano. Nel processo sono imputati anche l’imprenditore Giancarlo De Filippo e il fiduciario Niccolò Lucchini, i quali avrebbero comprato e venduto tramite i due trust, l’Heritage e l’Ever Green, azioni per conto di Ligresti. Le operazione nel mirino degli inquirenti risalgono al periodo tra il 2 novembre 2009 e il 16 settembre 2010.

La manipolazione al rialzo dei titoli Premafin sarebbe stata escogitata per impedire il fallimento di Imco e Sinergia, le due holding di famiglia (indebitate con le banche e dichiarate fallite nel giugno 2012) che avevano dato in pegno agli istituti di credito il loro pacchetto di azioni Premafin. Le parti civili ammesse nel processo sono la Consob e una quarantina di piccoli azionisti della holding, questi ultimi hanno chiesto e ottenuto la possibilità di potersi rivalere, in caso di risarcimento, contro UnipolSai la società nata dalla fusione tra la compagnia assicurativa delle coop e la ex galassia Ligresti.

Possibilità a cui si era opposto il pm di Milano Luigi Orsi sostenendo che la responsabilità “non è degli amministratori di Premafin” ma di un azionista, ovvero Salvatore Ligresti. In particolare, per il pm “la condotta degli imputati non è a favore di Premafin ma delle società che hanno dato in pegno alle banche le azioni Premafin”, quindi la citazione di UnipolSai “non ha fondamento”. Alla richiesta dei piccoli azionisti ammessi come parte civile si è detto favorevole l’avvocato del costruttore siciliano, Gian Luigi Tizzoni. Le motivazioni della corte, su questo punto, saranno depositate il prossimo 6 ottobre, mentre si tornerà in aula il 2 dicembre.