Colpi di mortaio su una scuola e un razzo lanciato su un taxi collettivo: dieci morti a Donetsk nella mattinata del 1 ottobre, il bilancio peggiore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco del 5 settembre tra Kiev e i separatisi filorussi. Vacilla la tregua e tornano i bombardamenti, quindi, nella roccaforte dei filorussi nell’est dell’Ucraina. Lo rendono noto le autorità locali precisando che sei persone si trovavano a bordo di un taxi collettivo centrato in pieno da un razzo mentre quattro hanno perso la vita quando un proiettile di artiglieria è caduto vicino ad una scuola, per la Bbc, all’interno del cortile dell’edificio scolastico.

Secondo alcuni testimoni, tra le persone che hanno perso la vita nel bombardamento della scuola, un genitore e un insegnante; sono sei invece i feriti. Sembra invece che siano rimasti illesi gli oltre 70 bambini che si trovavano in quel momento nell’edificio. L’attacco è avvenuto proprio all’apertura dell’anno scolastico, nel primo giorno di lezioni. “Il colpo è caduto a pochi metri dalla scuola causando l’esplosione delle finestre – è stato precisato dalle autorità locali – I bambini sono scesi nei rifugi. I feriti sono tutti adulti, genitori e professori“. La scuola si trova a quattro chilometri dall’aeroporto, teatro di gravi scontri tra esercito e ribelli filorussi. 

Non si fermano, quindi, le tensioni sul campo. Il 30 settembre un civile è morto e uno è stato ferito in seguito a un bombardamento di artiglieria da parte di ribelli filorussi nella città di Popasna, nella regione orientale di Lugansk. Presa di miro, in quella occasione, la zona dell’ospedale della città e distrutte anche alcune ambulanze, Secondo il governatore della regione, Ghennadi Moskal, il raid è stato fatto con sistemi di artiglieria grad.