Matteo Renzi parla di Jobs Act in un’intervista al Washington Post e lo fa mettendo al centro delle questioni il rapporto con i sindacati. “In generale – ha detto il Presidente del Consiglio – penso che il loro ruolo sia importante ma è fondamentale per me trasmettere il messaggio che, se sono contrari alle nostre proposte, devono lasciarci continuare ed andare avanti. Non siamo legati al destino dei sindacati”. Il premier non chiude alla possibilità di un confronto ma, come dichiarato anche alla direzione nazionale del Pd, non ha più intenzione di fermarsi. “L’Italia ha bisogno di un cambiamento radicale”, ha continuato il Presidente del Consiglio che poi ha aggiunto: “Credo che la gente sia con noi, non con i sindacati”.

La volontà, continua l’ex sindaco di Firenze nell’intervista al quotidiano americano, è quella di uscire da un periodo di stagnazione che sembra non voler finire: “Penso che questo sia il momento in cui l’Italia può realizzare le cose che aspetta da anni. Paradossalmente la crisi è la ragione per cui noi dobbiamo cambiare, senza cambiamento è impossibile credere nel futuro”.

Il Presidente del Consiglio ha poi risposto anche alle domande sul ruolo svolto dall’Italia all’interno della coalizione anti-Isis: “Siamo pronti ad assicurare qualsiasi supporto necessario agli Stati Uniti sulla crisi in Iraq”, ha dettoil premier, anche se “per il momento le richieste sono di ordine umanitario e di supporto logistico”. Il riferimento, non esplicito, è alla possibilità di offrire all’aviazione Usa la base di Aviano sulla quale, però, precisa, serve l’ok del Parlamento.