Cristina Donà riemerge da tre anni di lontananza dalle scene, regalando al suo pubblico un album che esplora percorsi musicali e compositivi inediti per la cantante rhodense, sempre fedele però all’urgenza di mettere in musica il proprio mondo interiore e il tumulto emozionale che la caratterizzarono dal suo debutto, con Tregua, nell’ormai lontano 1997. “Così viciniè l’ottavo album, il sesto di inediti, di una cantante, incantautrice come l’hanno definita, diventata fin dagli esordi un solido punto di riferimento della musica indipendente italiana, creando uno stile unico e personalissimo cui si sono ispirate in seguito moltissime cantautrici. Un album, come suggerisce il titolo, in cui la dimensione intima e umana viene scandagliata in tutte le sue varianti, un vero e proprio viaggio in interiore che ha come punto di approdo l’altro. “Ogni canzone” dice la Donà “è nata dalla necessità di ritrovare un’intimità con quello che ci circonda, la stessa che si prova quando guardiamo qualcuno dritto negli occhi, senza interferenze”.

Il tu è infatti l’interlocutore di ogni brano, il filo rosso che lega tutte le canzoni dell’album: che sia uno specchio, la persona amata, un amico o l’umanità intera, ognuno di questi dialoghi crea un momento di silenzio e vicinanza tra gli interlocutori. “Nel costante brusio di sottofondo volevo tornare ad un guscio di silenzio, di sospensione” dice la Donà. Per questo i testi e le melodie tendono all’essenzialità: volevo ricreare le modalità di un dialogo a due, dove le parole sono poche e semplici, perché l’intimità passa anche attraverso gesti, sguardi, vicinanza fisica”. Dieci le tracce che compongono il nuovo lavoro, per le quali Cristina Donà si è avvalsa della collaborazione del musicista Saverio Lanza: un sodalizio artistico iniziato nel 2009 e più che consolidato.

Un lavoro a quattro mani perfettamente calibrato, come nel caso della title track: “Saverio mi aveva mandato la melodia e suggerito le parole iniziali. Quel “la mente mia ritorna” che ha un sapore decisamente anni Settanta, così come tutto il brano. Ho scritto senza pensare che fosse un testo per me, libera da ogni ansia di perfezionismo ed ogni atteggiamento di severa autocritica”. Il risultato è un brano di delicata bellezza, accompagnato da un videoclip del regista Giacomo Triglia girato sul lago d’Arvo, in Sila, nel quale Cristina non compare. Un brano sull’ amicizia, “di quelle che ti si tatuano addosso per la vita” racconta Cristina: “Giacomo è riuscito a riportare nelle immagini i colori della canzone, tonalità che sanno descrivere la profondità del viaggio nel ricordo e nelle emozioni”. Colori e tonalità che anche nella melodia restituiscono un sapore di passato, di quegli anni Settanta, appunto, nei quali la Donà è cresciuta.

“Il nostro non voleva essere un omaggio nostalgico a quel passato” racconta Saverio Lanza. “Volevamo ricreare concretamente, attraverso il suono, quelle atmosfere”. Una sorta di madeleine in musica, insomma. E al passato, che è denso di emozioni sfumate dal ricordo e dalla lontananza, si affianca la riflessione sul presente. “Mi sono chiesta più volte come i nuovi media, che danno un’apparenza di vicinanza costante e scardinano la dimensione spazio temporale cui eravamo abituati, abbiano cambiato il nostro modo di costruire un’intimità con l’altro. Non demonizzo la rete (il profilo Facebook di Cristina è molto attivo, e lo segue lei stessa, ndr) anzi credo che ci metta nelle condizioni di fare cose meravigliose, ma al tempo stesso credo che sia necessario interrogarsi sul senso di questa vicinanza. È necessario, ogni tanto, voltarci verso chi ci è vicino, prestargli ascolto e tempo. Una testimonianza d’amore che a volte nella fretta delle nostre vite dimentichiamo di dare”. Un album che merita più di un ascolto, con brani di vera poesia, come la bellissima “Perpendicolare”, delicata e al contempo sensualissima dichiarazione di un amore che mette in gioco corpo e anima, senza maschere e pudori. Con sincerità e trasparenza, come Cristina Donà ha sempre abituato il suo pubblico a viverla ed amarla.