Mentre il governo di Matteo Renzi cerca di trovare la quadra sul nuovo sistema di ammortizzatori sociali con l’obiettivo, almeno in teoria, di creare un sistema di sussidi universali, per una platea di circa 2 milioni di dipendenti e i loro datori di lavoro arriva un aumento degli oneri contributivi. Tradotto: il famigerato cuneo fiscale, cioè la differenza tra quello che l’azienda sborsa e quello che resta in tasca al lavoratore, attualmente poco sotto il 50%, anzichè ridursi si allarga ulteriormente. Di quanto? Lo 0,5%. Che equivale in media, secondo i consulenti del lavoro, 14o euro all’anno, di cui due terzi a carico dell’impresa e un terzo a carico del dipendente. 

E’ l’effetto dell’articolo 3 della riforma Fornero, che ha istituito un “Fondo di solidarietà residuale” destinato a tutelare i lavoratori delle imprese con oltre 15 dipendenti e appartenenti a settori non coperti dalla cassa integrazione ordinaria e straordinaria: per esempio gli studi professionali, le imprese commerciali che impegano meno di 50 persone, quelle dello spettacolo e le cooperative industriali. Tutti soggetti che attualmente hanno accesso alla cassa in deroga, quella finanziata dalla fiscalità generale, che sempre in base alla legge Fornero è destinata a sparire a fine 2016. Al suo posto, appunto, arriveranno le prestazioni erogate dal Fondo residuale. Che però sarà costituito interamente con contributi privati, pari appunto allo 0,5% della retribuzione mensile. L’impresa pagherà lo 0,33%, il lavoratore il 17 per cento. Il datore di lavoro che ricorra “alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa” dovrà in più mettere sul piatto un contributo addizionale del 3% se ha fino a 50 dipendenti e del 4,5% oltre i 50.

La legge prevedeva che il Fondo fosse operativo già da gennaio. Ma la circolare Inps che stabilisce i dettagli su ambito di applicazione e versamenti è stata emanata solo il 2 settembre. Morale: adesso ci sono nove mesi di arretrati da pagare. L’istituto di previdenza ha fatto sapere che si potrà adeguarsi entro il 16 dicembre senza incorrere in sanzioni. Resta il fatto che, a fronte del bonus Irpef di 80 euro e delle reiterate promesse di una ulteriore riduzione del cuneo (proprio lunedì il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ribadito a Montecitorio che l’esecutivo “sta studiando nuove misure” in materia) l'”eredità” di Elsa Fornero fa sì che i prelievi aumentino anzichè diminuire.

Quanto poi alle prestazioni, la circolare Inps nulla dice sull’ammontare delle e su come andranno richieste. Tutto rimandato a “successiva circolare”. Per ora è dato solo sapere che saranno erogate per un massimo di tre mesi salvo casi eccezionali nei quali sarà possibile una proroga fino a un massimo complessivo di nove mesi nell’arco di un biennio. La cig in deroga, che il fondo residuale va a sostituire, quest’anno può durare fino a 11 mesi, che si ridurranno a 5 nel 2015.